Migliora giorno dopo giorno la situazione negli ospedali italiani alle prese con la pandemia di Covid-19. Secondo il bollettino di oggi, giovedì 13 maggio, i ricoveri in terapia intensiva sono diminuiti di 99 unità nelle ultime 24 ore, mentre quelli in area medica sono calati di ben 672 unità, portando il totale a 13.608 posti occupati. A conferma di ciò, c'è anche la percentuale di occupazione dei posti letto, che sia per quanto riguarda l'area critica che quella non critica è ben al di sotto della soglia d'allarme individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30/4/2020. Secondo dati Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, infatti, aggiornati al 13 maggio, la percentuale di saturazione delle terapie intensive è al momento ferma a livello nazionale al 21%, nove punti percentuali sotto la soglia critica del 30%, mentre quella di saturazione dei reparti di area medica è al 22%, al di sotto della soglia critica del 40%. Ma non mancano le differenziazioni a livello regionale.

A livello nazionale la situazione è dunque in miglioramento rispetto a qualche settimana, con le terapie intensive occupate al 21%, quindi al di sotto della soglia critica, oltre la quale rallenta l’assistenza degli altri pazienti ricoverati. Anche a livello regionale si conferma questo trend. Al momento, l'unica regione che supera la soglia critica per quanto riguarda i posti letto in terapia intensiva è la Toscana, che fa segnare il 31% di saturazione. Tutte le altre si trovano, chi più chi meno, al di sotto di questa soglia percentuale. La Lombardia è al 29%, seguita da Lazio e Puglia (25%), Marche (24%), Piemonte (23%), Liguria (21%) e provincia autonoma di Trento (20%). Tutte le altre si trovano al di sotto del 20%, in particolare la provincia autonoma di Bolzano che fa segnare il 7% di occupazione dei posti letto in area critica, tra i numeri più bassi in tutta Italia. Per quanto riguarda l'area medica, nessuna regione supera al momento la soglia critica del 40%, ma attenzione alla Campania (30%), alla Puglia (33% ), al Piemonte (26%) e alla Lombardia (24%) che vi si avvicinano.