"Non è facile trovare le parole giuste in questo contesto, ma vorrei tranquillizzarti sul tuo futuro; se ti è possibile dimentica l'accaduto, non penso in alcun modo di farti del male, vivi la tua vita in serenità, non ti cercherò in alcun modo e in nessun caso". Così in attesa dell'udienza che deciderà della sua liberazione anticipata, Mauro Fabbri, l'uomo che nel 2010 ha tentato di uccidere a coltellate l'ex Lucia Panigalli e ci ha riprovato dopo da dietro le sbarre del carcere. La lettera è arrivata al domicilio della vittima dopo la decisione del giudice di revocare la liberazione anticipata concessa al Fabbri. La stessa decisione è giunta dopo il clamore suscitato dalle numerose interviste – l'ultima e la più discussa quella nel salotto di Bruno Vespa – in cui la donna denunciava lo stato di terrore in cui vive in attesa della sua scarcerazione.

Ho sbagliato, ho fatto soffrire te e le persone che ti stanno attorno, ho calpestato la tua dignità. Ho scontato una lunga pena, ho nuovamente sbagliato, ma ora ho capito gli errori. Con sincero dispiacere spero tu possa ritrovare la voglia di vivere.

La storia di Lucia Panigalli: "Vivo sotto scorta"

Dopo il tentato omicidio andato in scena davanti all'abitazione della Panigalli a Ferrara, 9 anni fa, Fabbri è stato condannato a scontare 8 anni e 4 mesi, ma proprio da dietro le sbarre del carcere, dove entrato nel 2012 dopo il processo con rito abbreviato, Fabbri ha tentato nuovamente di farla uccidere. Intercettato mentre commissionava l'omicidio a un compagno di cella in cambio di migliaia di euro, è stato indagato nuovamente, per veder poi cadere le accuse contro di lui nel 2017, perché ‘non si possono fare processi alle intenzioni'.

La polemica per l'intervista da Vespa

Alcuni mesi fa, saputo che il suo ex stava per uscire dal carcere con 225 giorni di anticipo, Lucia Panigalli ha deciso di rilasciare una serie di interviste per raccontare la sua storia. "Vivo sotto scorta, aspetto ogni giorno di morire come se avessi il cancro", ha detto più volte. Duramente contestata, tuttavia, è stata l'intervista a Porta a Porta, dove a far discutere è stato l'approccio di Bruno Vespa alla storia. "Signora, se avesse voluto ucciderla, l'avrebbe fatto", ha detto a Lucia Panigalli lo storico conduttore.