Teneva in casa il cadavere della madre da due anni, il Comune di Muggia: “La figlia non era seguita da noi”

A pochi giorni dal macabro ritrovamento di viale del cadavere di una donna di 84 anni in una casa di via XXV Aprile a Muggia (Trieste), l’amministrazione comunale è intervenuta ufficialmente per diradare le ombre che hanno avvolto la gestione del caso della cinquantasettenne che per due anni ha convissuto con il corpo mummificato della madre. Attraverso una nota diffusa in mattinata, il Comune ha voluto smentire categoricamente le indiscrezioni riguardanti presunte inadempienze burocratiche o allarmi ignorati. "Il Comune di Muggia tiene a precisare che non è in carico ai nostri servizi sociali la signora che in casa conservava il corpo mummificato della madre, rinvenuto nei giorni scorsi dai carabinieri con l'assistenza della polizia locale. L’interessata nel corso dei colloqui si è detta seguita dal Csm di Domio".
Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe gestito in totale isolamento la presenza del corpo dell'anziana madre, rimasto per circa ventiquattro mesi sotto una pila di indumenti all'interno dell'abitazione. Un dramma della solitudine che, stando alla nota ufficiale, non sarebbe mai arrivato all'attenzione delle istituzioni locali prima dell'irruzione delle forze dell'ordine. "Inoltre, non trovano fondamento le segnalazioni giunte ai servizi sociali del Comune di Muggia da parte dei vicini di casa della donna o di altri residenti", prosegue il comunicato, smentendo le voci di un vicinato che avrebbe tentato invano di avvisare le autorità.
La scoperta, che ha sconvolto l'intera provincia di Trieste, è avvenuta quando i carabinieri hanno fatto accesso all'appartamento della donna, trovandosi di fronte a uno scenario di estremo degrado. La figlia della defunta è stata denunciata e la Procura ha già disposto l'autopsia per accertare le cause del decesso dell'anziana, sebbene l'ipotesi principale resti quella di una morte naturale avvenuta nel 2022.