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“Suo figlio non è disabile”: accesso gratuito al parco acquatico negato a un 16enne cieco, la denuncia della madre

A un giovane di 16 anni, totalmente cieco, non è stata data la possibilità di entrare in un parco acquatico di Gallipoli con la tariffa gratuita dedicata alle persone disabili. La mamma del ragazzo: “Inaccettabile”.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio
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“Non siamo mica l’Inps, suo figlio non è un disabile”. Questa è stata la risposta data dai dipendenti di un parco acquatico alla madre di un ragazzo di 16 anni cieco per aver richiesto un biglietto con tariffa gratuita. Il fatto è successo a Gallipoli, in provincia di Lecce, e la storia è stata riportata da Repubblica a cui la donna ha deciso di segnalare l'episodio.

“Mio figlio non è stato ritenuto una persona disabile, nonostante sia totalmente cieco e prenda un’invalidità di accompagnamento”, ha detto al quotidiano la madre del 16enne, originario del paese salentino di Corsano, che, insieme al resto della famiglia, si aspettava di trascorrere una giornata piacevole nella struttura.

Eppure, quando ha contattato il parco per informazioni su tariffe e costi, si è sentita dire dai dipendenti che questa possibilità era "riservata" solo alle persone con disabilità motoria. Questo infatti il regolamento del parco, consultabile sul web, che indica le persone che possono beneficiare di tariffe ridotte o gratuite. Nel caso del 16enne, l’accesso sarebbe stato garantito con uno sconto di 3 euro sulla tariffa ordinaria: 17 euro, invece che 20.

Secondo quanto raccontato dalla donna, a nulla è servito ribattere che il giovane ha bisogno di essere continuamente assistito, vista la sua condizione. “Sono indignata, non è possibile che una struttura del genere faccia differenze di disabilità. Mio figlio non vede e avrebbe potuto causare un incidente sbattendo o urtando contro qualcuno. Questa come la si può chiamare?", ha detto la donna.

"Io faccio una battaglia di principio. Non è una questione di soldi ma di rispetto. Sono una mamma che lotta con forza ogni giorno contro simili ingiustizie e spero tanto che questo messaggio arrivi a chi di dovere per rivedere il regolamento perché queste differenze di disabilità ancora oggi non si possono tollerare", ha aggiunto.

La denuncia arriva a pochi giorni da quella fatta da Anita Pallara, 34enne barese affetta da atrofia muscolare spinale e presidente dell’associazione ‘Famiglie Sma’, che si è vista negare l'accesso a un'escursione in barca a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Il capitano dell'imbarcazione, come ha raccontato la donna a Fanpage.it, le avrebbe detto: "Noi i disabili li carichiamo, ma non quelli così", rivolgendosi alla necessità della donna di spostarsi con l'aiuto di una carrozzina elettrica.

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