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Studente ucciso a La Spezia, i sindacati: “Metal detector a scuola? Fallimento educativo, si deve prevenire”

Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta a Fanpage.it la proposta del ministro Valdirata di installare metal detector nelle scuole dopo l’omicidio dello studente a La Spezia: “La verità è che bisogna prevenire queste situazioni, si deve riprendere a fare la scuola per davvero”.
A cura di Ida Artiaco
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Abanoub Youssef
Abanoub Youssef

"I metal detector a scuola? Sarebbe dichiarare che c'è stato un fallimento educativo". Non usa mezzi termini Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ha commentato così a Fanpage.it le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha proposto di installare negli istituti dei metal detector per garantire la sicurezza degli studenti e dei docenti dopo i fatti di La Spezia.

Venerdì scorso il 18enne Abanoud ‘Abu' Youssef è stato colpito a coltellate mentre si trovava a scuola, all'Istituto professionale “Domenico Chiodo”, da un coetaneo. Youssef, per tutti “Abu”, ha lottato per ore tra la vita e la morte e poi è deceduto in ospedale quella stessa sera intorno alle 20. L'altro giovane è stato arrestato per omicidio: nell'interrogatorio davanti al magistrato ha ammesso di aver ucciso il compagno di scuola perché “non doveva fare quello che ha fatto. Scambiare quelle foto con la ragazza che frequento”. E mentre la magistratura e gli inquirenti fanno il loro lavoro, con il massimo riserbo, per cercare di ricostruire l'esatta dinamica di quanto successo e il movente, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un'ispezione nell'istituto teatro dell'aggressione mortale.

Il ministro Valditara ha sottolineato che "c'è la necessità di difendere la comunità scolastica e quindi di difendere gli studenti, i docenti, il personale Ata e i dirigenti. Ecco perché in alcune scuole, laddove la comunità scolastica ritenga necessario – attraverso il suo preside – controllare e verificare che i ragazzi non portino a scuola coltelli, ho ritenuto giusto consentire l'utilizzo di metal detector, ovviamente d'intesa con il prefetto. Ne ho parlato anche con il collega Matteo Piantedosi e affronteremo tutto questo in uno schema organico. Molti presidi hanno concordato con questa misura". Stando al ministro, anche la maggior parte dei dirigenti scolastici sarebbe d'accordo con questa misura. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ha spiegato all'AdnKronos che "qualunque strumento, di qualsiasi tipo possa aiutare a prevenire episodi come quello di La Spezia è benvenuto, ma vanno ben valutati la fattibilità, i costi e la gestibilità".

Insomma, il dibattito è nel vivo. Ad esprimere un parere sicuramente contrario sono proprio i sindacati. "Pensare al metal detector nelle scuole è dichiarare che c'è stato un fallimento educativo – ha spiegato Castellana della Gilda degli Insegnanti -. La verità è che bisogna prevenire queste situazioni, si deve riprendere a fare a scuola per davvero. La scuola di oggi è molto dispersiva, tra mille progetti e situazioni, e c'è poca attenzione al singolo. Un po' deriva anche da scelte politiche, spesso insensate, degli ultimi anni dettate dal risparmio. Aver reso le scuole di dimensioni enormi di fatto ha trasformato gli studenti in numeri. In più non c'è collaborazione tra docenti e presidi. Sulla carta abbiamo tanti strumenti educativi ma spesso gli studenti non vengono sanzionati perché gli insegnanti hanno paura delle ritorsioni. Riprendiamo a fare lezione e a limitare tutto quello che non serve".

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