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Incidente sul lavoro a Casteldaccia

Il racconto dell’operaio scampato alla strage di Casteldaccia: “Ho sentito voce che gridava ‘aiuto'”

Le parole di Paolo Sciortino, uno degli operai scampato alla tragedia di Casteldaccia. La dinamica del dramma è stata confermata anche dal sindaco del comune alle porte di Palermo, Giovanni di Giacinto: “L’uno ha tentato di salvare l’altro. Sono morti così…” Intanto il collega delle vittime: “Era una squadra esperta”
A cura di Biagio Chiariello
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"Ha detto che voleva andare lui. È stato il primo a scendere nell'impianto. Si poteva godere la pensione e invece era sempre il primo a intervenire". Sono le parole di Paolo Sciortino, uno degli operai scampato alla tragedia di Casteldaccia, ricostruendo la dinamica dell'incidente nel quale cinque suoi colleghi sono morti, nel ricordare che a scendere per primo nell'impianto sotterraneo e a essere ucciso dalle esalazioni tossiche è stato il titolare dell'azienda Quadrifoglio Srl, Epifanio Alsazia, 71 anni.

Non vedendolo risalire, gli altri colleghi non ci hanno pensato un secondo: immediatamente sono scesi uno dietro l'altro in soccorso del capo, molto amato dai suoi dipendenti. "Era il primo a intervenire quando qualcosa andava storto", ricorda Sciortino.

Gli operai non sarebbero dovuti scendere nel tombino

II 71enne titolare sarebbe sceso nella vasca nonostante il contratto d'appalto sottoscritto dalla ditta prevedesse l’aspirazione dei liquami dalla superficie attraverso un autospurgo e non un'ispezione. Non è chiaro se fosse successo altre volte come dice qualcuno.

Ho sentito una voce che gridava ‘aiuto, aiuto. Venite qua, venite qua', e mi sono avvicinato. Di solito è un intervento che si fa con la mascherina", aggiunge Sciortino.

L'uomo ora è ricoverato all'ospedale di Termini Imerese. "Non era la prima volta che intervenivamo, già in altre due occasioni abbiamo lavorato lì e non c'era questa situazione, stavolta è accaduto qualcosa", dice.

Il sindaco di Casteldaccia: "Sono morti come i topi"

La dinamica del dramma di Casteldaccia è confermata anche dal sindaco del comune alle porte di Palermo, Giovanni di Giacinto: "L'uno ha tentato di salvare l'altro. La ricostruzione è che probabilmente il primo si è sentito male ed ha chiamato aiuto, è sceso il secondo e a sua volta si è sentito male. E quindi uno alla volta sono scesi e purtroppo hanno trovato la morte lì sotto" ha raccontato ai microfoni di Mattino Cinque News.

"Probabilmente non hanno avuto neanche il tempo di capire cosa stava accadendo, sono morti davvero come dei topi. È un'altra tragedia sul lavoro: persone che la mattina escono per un pezzo di pane poi non tornano a casa, non è corretto" ha concluso il sindaco di Casteldaccia.

Il collega delle vittime: "Era una squadra esperta"

Sul dramma avvenuto ieri, 6 maggio è intervenuto anche Alfredo Partexano, uno dei dipendenti della Quadrifoglio Group: "Da diversi anni lavoriamo nel settore, sia per quanto riguarda le fognature che gli acquedotti. La Quadrifoglio Group, che ha sede a Partinico, opera con appalti nelle province di Palermo e Trapani. Quello effettuato a Casteldaccia, per conto dell'Amap, è una tipologia di lavoro abbastanza frequente. Rientra nella routine", dice.

L'uomo chiaramente è scioccato per quanto successo ai suoi colleghi che conosceva bene. "Ci vedevamo in azienda anche se io mi occupo di un altro settore, quello dell'amianto – aggiunge – noi compriamo regolarmente i dispositivi di sicurezza che vengono utilizzati negli interventi. Le indagini accerteranno se i colleghi li indossavano oppure no. La nostra è una ditta specializzata e la squadra intervenuta a Casteldaccia era esperta. La nostra azienda tiene molto alla sicurezza. Mi sorprenderei se venisse accertato che non avevano i dispositivi di protezione", conclude Partexano.

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