Incidente ferroviario a Brandizzo, ultime news

Strage Brandizzo, udienza preliminare aggiornata al 28 ottobre: 35 parti civili, polemica per le aule troppo piccole

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Le vittime della strage di Brandizzo
Inizia oggi il procedimento giudiziario per la strage di Brandizzo, avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023. Nell’incidente sul lavoro morirono 5 operai: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo e Giuseppe Aversa. L’udienza è stata aggiornata al 28 ottobre con almeno 35 richieste di parte civile. Polemica per le condizioni in cui è stata celebrata l’udienza: le aule di Tribunale erano infatti troppo piccole.

Si apre oggi il procedimento per la strage di Brandizzo, accaduta nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, quando morirono 5 operai della Sigifer, società subappaltatrice di Rfi. Gli operai lavoravano alla manutenzione dei binari quando un treno senza passeggeri a bordo li travolse. Le vittime furono Kevin Laganà (22 anni), Michael Zanera (34), Giuseppe Sorvillo (43), Saverio Giuseppe Lombardo (53) e Giuseppe Aversa (49 anni). L'udienza è stata aggiornata al 28 ottobre a causa delle dimensioni esigue delle due aule di Tribunale destinate al procedimento.

Con la data di oggi i segna l'apertura del processo per la strage sul lavoro. Le indagini si sono sviluppate nell'arco di 3 anni e hanno portato la Procura piemontese a chiedere il rinvio a giudizio della società Rfi, Sigifer e Clf oltre che di 21 persone, tra dirigenti aziendali e societari. Tra questi figura l'ex amministratore delegato di Rfi, oggi amministratore delegato del Gruppo Fs Italiane.

Le accuse ipotizzate a vario titolo sono di omicidio colposo plurimo, disastro ferroviario colposo, oltre alle contestazioni legate alla sicurezza sul lavoro. La sessione di oggi è stata dedicata alle richieste di costituzione di parte civile e alle prime incombenze procedurali. 

Tra le richieste di parte civile spicca la Regione Piemonte e quelle di diversi sindacati. L'udienza preliminare è stata segnata dall'intervento di alcuni legali sulle condizioni in cui è stata celebrata: le parti coinvolte si sono infatti ritrovate in due piccole aule del palazzo di giustizia collegate in videoconferenza.

Circa 35 familiari hanno chiesto di essere parte civile nel procedimento. Un'altra quindicina di parenti hanno invece già raggiunto l'accordo per l'indennizzo. Come enti hanno presentato istanza Filca Cisl Piemonte Orientale, Fillea Cgil Torino e Piemonte, Comune di Brandizzo, associazione Sicurezza e Lavoro, Filt Cgil Piemonte, Feneal Uil Piemonte, Uil nazionale, Anmil e Inail.

Il fratello di Kevi Lagnà, Antonino, ha sottolineato che l'unica ad esser stata risarcita tra i suoi familiari è la mamma biologica. "Vergognoso, perché non ci ha cresciuti", ha sottolineato, facendo notare che la donna non aveva più contatti con loro da anni e che a occuparsi di loro era stato il papà.

Il procedimento inizia dopo una lunga corsa a ostacoli nelle indagini: la procura di Ivrea ha dovuto svolgere a lungo accertamenti, facendo anche i conti con la penuria di personale e di mezzi. Il fascicolo, dalle incredibili dimensioni di 12 faldoni con altri due di sole intercettazioni, è stato lungamente analizzato e per consentire alle parti di acquisire le copie in formato digitale, la Procura ha chiesto aiuto ad alcuni esperti di informatica, ma la quantità dei dati (di 84 terabytes) è risultata troppo grande per le normali chiavette in commercio. Gli avvocati che per avere un dispositivo idoneo si sono rivolti alle ditte del settore, si sono sentiti dire che il costo andava da 14mila a 24mila euro. Alcuni hanno rinunciato.

Ad assistere la famiglia Laganà e quella di Lombardo è il legale Marco Bona. Come apprende Fanpage.it, anche l'avvocato ha protestato per le condizioni nelle quali si stava tenendo l'udienza dopo 3 anni. "Il ministro Nordio dovrebbe vergognarsi, non si può celebrare un processo così importante in queste condizioni, è uno scempio", ha sottolineato.

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