Una lavoratrice della sanità pubblica, una infermiera con mascherina, tuta protettiva e visiera ma con le braccia incrociate in segno di protesta, è la statua apparsa nei giorni scorsi con un blitz davanti all’ospedale Apuano di Massa e opera dell’artista Elia Buffa che così ha voluto omaggiare i sanitari eroi denunciando però al contempo le condizioni in cui sono costretti a lavorare ancora oggi nonostante la pandemia duri da mesi. La targa sul basamento del mezzobusto infatti recita: “Non chiamateci eroi, finanziamenti alla sanità pubblica, tutele, sicurezza e assunzioni stabili”.

“Durante la quarantena mi è venuta l’idea di realizzare quest’opera in gesso e materiali misti, perché quelle figure etichettate come eroi sono le stesse sottoposte a contratti scandalosi, tagli di posti di lavoro e finanziamenti esigui” ha spiegato lo stesso scultore vittima a sua volta del coronavirus che lo ha costretto a quasi 30 giorni fra quarantena e isolamento. “È una critica della narrazione dominante messa in campo nel primo lockdown, che ha visto riempirsi la bocca di tali parole quegli stessi che negli ultimi trent'anni non hanno fatto altro che tagliare finanziamenti alla sanità pubblica, firmare contratti scandalosi a discapito dei lavoratori e delle lavoratrici di questo settore e anzi aprire le porte e fare l'occhiolino alla sanità privata” ha spiegato Elia Buffa.

"Quelli che per mesi hanno chiamato eroi i medici, gli infermieri, il personale sanitario non hanno immaginato un piano reale di assunzioni, tutele e finanziamenti nel settore in vista della seconda ondata. Troppo impegnati fra serate al billionaire o a spartirsi le poltrone in vista delle elezioni regionali.” Ha aggiunto l’artista che ha installato l’opera sabato scorso insieme all’Unione Sindacale di Base di Massa durante un presidio contro i tagli alla sanità. “La seconda ondata è stata affrontata senza armi come la prima, quando avrebbe avuto senso l’attuazione di un piano reale della sanità. Questo virus ha mostrato di riflesso lacrime e sangue di anni e anni di tagli indiscriminati, con medici infermieri e oss costretti a sottostare a direttive contrattuali incerte" ha concluso Buffa.