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Chi è Luca Spada, il soccorritore accusato di aver ucciso 5 anziani in ambulanza: “Tutti malati gravi, non c’entro”

Il 27enne Luca Spada parla di sfortuna sottolineando le condizioni gravi dei pazienti e il fatto che alcune morti contestate sono avvenute solo giorni dopo il trasporto: “In un caso era addirittura al volante dell’ambulanza”.
A cura di Antonio Palma
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Si dice scosso e incredulo, si difende e rigetta ogni accusa Luca Spada, il 27enne autista di ambulanza e soccorritore della Croce Rossa accusato di aver ucciso 5 anziani durante cinque diversi trasporti medici non urgenti a Forlì. “Non c’entro nulla, è solo sfortuna. Erano persone molto anziane e malate” ha raccontato il giovane che deve rispondere del pesantissimo reato di “omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso col mezzo di sostanze venefiche o altro mezzo insidioso”. Secondo i pm avrebbe ucciso con iniezioni letali o altri oggetti silenziosi i pazienti che trasportava.

Tutto sarebbe nato nel novembre scorso dalla segnalazione dei suoi colleghi per la strana anomalia della sua presenza in tutti e cinque i casi di decesso. Il 27enne però parla di semplice coincidenza, sottolineando le condizioni gravi dei pazienti e il fatto che alcune morti contestate sono avvenute solo giorni dopo il trasporto. “Ho subito collaborato con la procura, ho dato tutti i miei documenti ma non sono stato ancora ascoltato. Pensavo si sarebbe chiarito tutto in fretta perché sono completamente estraneo ai fatti e invece venerdì mi hanno messo in sospensione cautelare dal lavoro. E sono stato travolto” ha dichiarato l’uomo a Repubblica riferendosi alla sospensione dal lavoro.

Spada ha fatto volontariato in croce rossa da quando aveva 14 anni impegnandosi in varie attività sul territorio prima diventare soccorritore e autista di ambulanza. In questa veste era stato incaricato dei trasporti dei cinque anziani deceduti, tutti cosiddetti trasferimenti secondari, cioè non urgenti.

“Due pazienti sono morti in ambulanza e tre successivamente, uno anche a distanza di dieci giorni dal trasporto. E stiamo parlando di malati terminali, tutti i trasferimenti che ho fatto erano da un ospedale all’altro. Nessuno proveniva da una Rsa o dal suo domicilio. Non erano persone sane, erano tutte con più patologie” ha raccontato, rivelando: “Ci sono sempre due persone in ambulanza. E in uno degli episodi che mi contestano io ero alla guida”.

"Compatibilmente con la sua età stava bene, si trovava sull'ambulanza non per un'emergenza medica ma solo per essere trasportata in una casa di cura per effettuare una terapia. Non era una malata terminale" ha spiegato però l'avvocato dei familiari dell'ultima vittima, aggiungendo: "Noi ci affidiamo alla Procura che sono sicuro farà il migliore lavoro possibile"

“Noi abbiamo sempre attivato i protocolli. Quando le persone sono state male è intervenuta l’auto medica, come previsto” ha aggiunto invece il 27enne, concludendo: “Ho fiducia nella magistratura, spero che si chiuda tutto nel più breve tempo possibile”.

Intanto la Procura di Forlì, dopo aver disposto l'autopsia sul corpo dell'ultima vittima, sta ora valutando la riesumazione delle altre quattro persone decedute al fine di condurre accertamenti. I decessi sospetti sono compresi nel periodo tra febbraio e novembre 2025.

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