Si suicida davanti agli ufficiali giudiziari che dovevano sfrattarlo: il dramma in provincia di La Spezia

Si è suicidato davanti agli ufficiali giudiziari appena arrivati davanti alla porta di casa per eseguire lo sfratto. L'ennesimo dramma della povertà si è verificato a Sarzana, in provincia di La Spezia, dove un uomo di 64 anni – Claudio T. – si è tolto la vita nella serata di ieri colpendosi ferendosi a morte con un coltello: l'anziano abitava da solo nel centro storico della città ligure, e più di una volta aveva manifestato disagio e problemi di fragilità.
Da mesi i proprietari dell'immobile in cui viveva avevano avviato l'iter burocratico per lo sfratto e proprio ieri sera si sono presentati accompagnati dall'ufficiale giudiziario. A quel punto l'uomo si è barricato in casa, poi si è ferito varie volte all'addome con un coltello.
Le sue grida di dolore hanno fatto scattare l'allarme: il 118 ha tempestivamente inviato medico, infermiere e una pubblica assistenza accompagnati dalle volanti della polizia del commissariato di Sarzana. Ai soccorritori il quadro clinico dell'uomo è apparso fin da subito disperato: hanno tentato a lungo di fermare l'emorragia causata dalle ferite, ma ogni tentativo di salvare il 64enne si è rivelato vano.
Sulla vicenda è intervenuta con una nota la senatrice spezzina di Italia Viva Raffaella Paita: "Si resta sbigottiti di fronte alla tragedia di Sarzana. È un dramma della solitudine, della casa, della fragilità, del disagio sociale. Vicende che tolgono il fiato e cui, purtroppo, assistiamo sempre più spesso. Il governo aveva annunciato un piano casa che come sempre è caduto nel vuoto".
I precedenti del 2025: Caivano, Sesto San Giovanni, Torino e Grosseto
Prima del dramma di Sarzana di ieri sera altri casi simili si erano verificati anche lo scorso anno. La tragica cronologia del 2025 è iniziata a Caivano, nel napoletano, dove a febbraio un uomo di 37 anni si è tolto la vita all'interno della sua abitazione poco prima dell'arrivo delle forze dell'ordine per uno sfratto esecutivo. Questa dinamica si è ripetuta con una frequenza allarmante nei mesi autunnali. A inizio ottobre a Sesto San Giovanni, nel milanese, un pensionato di settantuno anni si è lanciato dal sesto piano del suo appartamento proprio mentre l'ufficiale giudiziario citofonava alla sua abitazione. In un biglietto di addio, l'uomo aveva descritto la propria disperazione di fronte a un mercato immobiliare inaccessibile per chi vive con una pensione minima.
Nello stesso periodo, la città di Torino ha registrato il suicidio di un cinquantenne in un condominio del quartiere Parella, avvenuto subito dopo la ricezione della notifica definitiva di rilascio dell'immobile. A Grosseto, un trentasettenne disoccupato è stato rinvenuto senza vita il 13 novembre poche ore prima che venisse eseguito lo sfratto.