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Si nasconde per evitare una condanna per violenza su minore: i carabinieri si fingono fattorini e lo arrestano

Un latitante era ricercato da mesi perché destinatario di una condanna a 10 anni di carcere per violenza sessuale su un minorenne. I carabinieri lo hanno arrestato fingendosi fattori delle Poste.
A cura di Giorgia Venturini
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Era ricercato per violenza sessuale su un minorenne e per questo era stato condannato a 10 anni di carcere. Ma nessuno lo trovava: si era rifugiato a Crotone in un appartamento in affitto. Una latitanza studiata nei minimi dettagli: era solito cambiare il proprio luogo di dimora riducendo così al minimo i contatti diretti con familiari e conoscenti. Ora per lui, dopo le indagini dei carabinieri, sono scattate le manette.

Le indagini della caccia all'uomo sono iniziate subito e sono durate mesi. Sono state necessarie più fasi: nella prima i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Locri hanno raccolto più informazioni possibili. "L'attenta analisi dei dati, incrociata con la comparazione delle informazioni acquisite secondo i metodi tradizionali, ha permesso la creazione di un quadro investigativo più ampio e preciso arricchito dalla concreta collaborazione fornita dal Gruppo Poste Italiane Spa-Ufficio Antiriciclaggio", spiegano i carabinieri in una nota. Successivamente i militari hanno provveduto al pedinamento di alcune persone vicine al latitante.

Alla fine il latitante è stato arrestato nel corso di un'operazione dei militari della Compagnia Carabinieri di Locri, con i colleghi della Compagnia Carabinieri di Crotone. Come? I militari hanno infatti inscenato una finta consegna di un pacco postale e hanno quindi bussato alla porta dell'appartamento in affitto. Chi era presente in casa, latitante compreso, ha visto i fattorini e ha aperto: appena si è spalancata la porta i due militari, raggiunti dai colleghi, hanno fatto irruzione nell'appartamento e hanno fatto scattare l'arresto. In seguito, è stato trasferito all'istituto penitenziario competente: qui resterà a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini ora proseguono per accertare l'eventuale presenza e responsabilità di possibili fiancheggiatori.

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