Si filma mentre avvelena la marmellata al supermercato e chiede 100mila euro all’azienda produttrice
Un uomo di 50 anni è finito sotto processo per tentata estorsione alla Zuegg, azienda specializzata nella lavorazione della frutta per la produzione di marmellata. L'uomo si era infatti filmato mentre avvelenava i vasetti di marmellata, minacciando di lasciarli sugli scaffali se l'azienda non avesse corrisposto 100mila euro. Zuegg, pur avendo letto le email inviate da un indirizzo di posta elettronica creato ad hoc e firmate con il nome falso Alessio Ferrari, aveva inizialmente deciso di ignorare i messaggi e non rispondere. L'allarme è scattato quando alle lettere erano seguiti alcuni video in cui l'uomo si filmava mentre inseriva del solfato di tallio nel barattolo in vendita in un punto vendita Conad.
Lo stesso uomo aveva minacciato anche un'altra azienda, asserendo di aver messo topicida in alcune bottiglie di birra. Durante la prima udienza del processo, la Zuegg ha lamentato un importante ritiro dagli scaffali di almeno un supermercato. In udienza, il legale rappresentate della società aveva ricordato il danno non indifferente.
In seguito alla denuncia, il triestino 51enne David Sirca è finito a processo dopo essere stato individuato nel corso di indagini accurate. Secondo l'accusa, l'uomo aveva inviato email minatorie all'azienda con sede a Verona chiedendo 100mila euro per non lasciare nei supermercati i prodotti avvelenati.
La Zuegg aveva deciso di non cedere al ricatto, ignorando i messaggi. Pochi giorni dopo l'uomo aveva inviato altre email in cui riferiva di aver avvelenato della marmellata in un Conad della Val di Fassa e a quel punto era stato lanciato l'allarme. Sirca aveva infatti inviato un video in cui inseriva del solfato di tallio in uno dei barattoli. Tutti i vasetti erano stati ritirati dal supermercato per evitare il peggio.
Pochi giorni dopo il fatto, l'imputato aveva preso di mira la società Martinelli di Villafranca, mandando altre 3 email da un indirizzo fasullo. Il 51enne aveva asserito di aver iniettato del topicida in alcune bottiglie di birra in un punto vendita della catena e che lo avrebbe fatto di nuovo se non avesse ricevuto 30mila euro. Le lettere sono state segnalate alle forze dell'ordine.
Prima di colpire le aziende, Sirca aveva minacciato anche un maneggio nell'area triestina, minacciando di avvelenare i cavalli se non avesse ricevuto del denaro. Il processo nei confronti del 51enne è appena iniziato.