Si cercano i complici del vigile accusato di aver ucciso Sergiu Tarna: “Un’esecuzione, non ha avuto scampo”

È stato arrestato e condotto in carcere il presunto killer del 25enne di origine moldava Sergiu Tarna. Si tratta di Riccardo Salvagno, 40enne vigile urbano in servizio a Venezia, come confermano a Fanpage.it fonti qualificate. Le forze dell'ordine sono risalite a lui attraverso la sua auto, dopo aver visionato oltre 200 ore di filmati di videosorveglianza.
Per il procuratore vicario di Venezia, Stefano Ancillotto, si è trattato di "un'esecuzione. Il colpo è stato sparato in modo ravvicinato e il povero 25enne non ha avuto scampo, è morto sul colpo". Una volta identificato il 40enne è scaturita un'indagine tra Italia e Spagna, che si è conclusa con l'arresto a Venezia.
Al momento dell'arresto ha detto solo il suo nome
Il 40enne è stato trovato nei pressi della sua abitazione, poco distante dal luogo in cui era stato trovato il corpo della vittima lo scorso 31 dicembre. Ha cercato di nascondersi in una zona rurale, questo inizialmente ha complicato le ricerche. Quando lo hanno trovato non ha opposto resistenza, e al momento dell'arresto non ha detto nulla se non il suo nome.
Il 40enne veneziano è stato condotto nel carcere Santa Maria Maggiore di Venezia dove si è già svolto l'interrogatorio di garanzia con il gip della Procura della Repubblica lagunare. Le ricerche dei Carabinieri però stanno continuando per cercare il complice, o anche più complici. Una certezza per chi indaga confermata dai filmati di videosorveglianza.
Il movente della droga è il più accreditato, ma le Forze dell'ordine stanno valutando anche altro.
L'omicidio di Sergiu Tarna e l'arresto del presunto killer
Il 6 gennaio i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 40enne, presunto responsabile con almeno un altro soggetto ignoto, dell’omicidio del giovane moldavo. Il corpo della vittima era stato abbandonato in un campo agricolo di Malcontenta, frazione del Comune veneziano di Mira, dopo essere stato ucciso con un colpo di pistola ravvicinato alla testa.
Secondo le ricostruzioni, il giorno dell'omicidio la vittima era appena uscita da un bar a Venezia-Chirignago, e poi costretto a salire con la forza, e sotto la minaccia di una pistola, nell'auto riferibile al 40enne, per essere condotto sul luogo del delitto. Per chi indaga è plausibile che il movente sia riconducibile a un contesto criminale legato al traffico illecito di stupefacenti nell’ambito del quale la vittima sarebbe rimasta coinvolta.
La misura cautelare della custodia in carcere è stata disposta a causa del "rischio di reiterazione di condotte violente", e tenuto conto della "particolare pericolosità dell’omicida", il quale ancora armato si era dato alla fuga.