14 Ottobre 2020
19:53

Shalabayeva, condannati tutti gli imputati: 5 anni al Questore di Palermo e al capo della Polfer

Il Tribunale di Perugia ha condannato tutti gli imputati nell’ambito del processo sull’estradizione dall’Italia di Alma Shalabayeva. Tra i condannati alcuni alti dirigenti della polizia di stato tra cui Renato Cortese questore di Palermo che era a capo della sezione catturandi quando fu arrestato il boss Bernando Provenzano.
A cura di Antonio Palma

Tutti condannati i sette imputati nel processo sull'estradizione dall'Italia di Alma Shalabayeva la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazo prelevata da casa sua dalla polizia ed espulsa dal nostro Paese nel 2013 insieme alla figlia piccola per poi rientrare alla fine dello stesso anno quando fu accertato che il provvedimento era illegittimo. Tra i condannati alcuni alti dirigenti della polizia di stato tra cui Renato Cortese l'uomo che era a capo della sezione catturandi a Palermo quando fu arrestato il boss Bernando Provenzano. Le condanne vanno dai due anni e sei mesi ai cinque anni, pene più severe rispetto a quelle richieste dallo stesso pm che rappresentava l'accusa.

Con la sentenza di primo grado oggi il Tribunale di Perugia infatti ha inflitto cinque anni di reclusione all'ex capo della Squadra mobile di Roma Renato Cortese, ora questore di Palermo, e altrettanti a Maurizio Improta, all'epoca responsabile dell'ufficio immigrazione e ora a capo della Polfer. Con loro condannati alla stessa pena anche i due funzionari della mobile Francesco Stampacchia e Luca Armeni e per tutti e quattro è scattata anche l’interdizione perpetua dei pubblici uffici. Per gli altri due poliziotti in servizio all’Ufficio immigrazione , Stefano Leoni e Vincenzo Tramma, scattata la condanna rispettivamente a tre anni e sei mesi e quattro anni di reclusione. Condannato inoltre l'allora giudice di pace Stefania Lavore a due anni e mezzo di carcere. Tutti gli imputati, ad eccezione del giudice di pace, sono stati condannati per sequestro di persona.

Secondo l'accusa gli agenti della Mobile ingannarono i colleghi dell’Ufficio immigrazione e i magistrati che diedero il via libera all’espulsione. Inoltre ci sarebbe stata anche la falsificazione dei documenti per velocizzare la procedura. Per questo l Tribunale ha riconosciuto  anche diversi episodi di falso. Contro questa sentenza gli avvocati difensori hanno già annunciato ricorso. "Gli imputati sono tutti galantuomini, la punta di diamante della polizia. Bisognerebbe essere fieri di essere rappresentati da persone come loro” ha dichiarato l'avvocato di Stampacchia.

Per Cortese "che Alma Shalabayeva rimanesse in Italia, fosse trattenuta o espulsa, erano questioni che per lui si possono definire assolutamente irrilevanti. Il suo interesse era un altro, quello di catturare una persona che oggi da tutti viene indicato come un martire ma che, in quel momento, venne segnalato da tutti come un pericoloso delinquente, una persona che ha rapporti con terroristi, se non terrorista lui stesso, accusato di avere commesso reati patrimoniali di rilevante entità. Le condotte e i fatti che gli vengono contestate non configurano reato” aveva spiegato l'avvocato di Cortese  ricordando che il suo assistito “ha catturato Giovanni Brusca, Pietro Aglieri, Salvatore Grigoli, Bernardo Provenzano".

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