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30 Novembre 2021
15:26

Sesso con le pazienti come cura per il papilloma, ginecologo barese arrestato

Arrestato il ginecologo barese Giovanni Miniello, finito al centro di una inchiesta per violenza sessuale su alcune pazienti a cui avrebbe proposto di fare sesso con lui come cura per guarire.
A cura di Antonio Palma
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È stato arrestato il ginecologo barese Giovanni Miniello, il medico finito al centro di una inchiesta per presunti abusi e violenza sessuale su alcune sue pazienti a cui avrebbe proposto di fare sesso con lui come cura per guarire. Il sessantottenne è stato arrestato nelle scorse ore per ordine del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari che ha emesso nei suoi confronti un ordine di custodia cautelare ai domiciliari su richiesta della locale Procura della Repubblica che indaga sul caso. La richiesta di arresto è stata
firmata dal procuratore Roberto Rossi, dall'aggiunto Giuseppe Maralfa, che coordina il pool che si occupa di fasce deboli, e
dalle pm Grazia Errede e Larissa Catella. Le accuse sono di violenza sessuale aggravata nei confronti di due pazienti alle quali il medico avrebbe proposto rapporti sessuali come cura per il papilloma virus.

I due episodi di violenza contestati al ginecologo barese risalgono uno al settembre 2019 e uno al giugno 2021, ed entrambi denunciati dalle presunte vittime alcuni due mesi dopo. Per le accuse Giovanni Miniello si era già dimesso dall’Ordine dei Medici e aveva anche chiesto anche la cancellazione dall’Albo, assicurando però di non aver commesso alcuna violenza. “È solo una alternativa di trattamento che ha dato dei risultati. Mai usato violenza, sempre assoluta libertà di scelta” aveva spiegato infatti il medico dopo le accuse. Per il Gip, invece, "nel corso delle visite e dei controlli sanitari cui si erano sottoposte presso il suo studio privato, aveva posto in essere atti e condotte gravemente lesive della loro sfera e libertà sessuale, peraltro in assenza di avviso alcuno alle pazienti circa talune pratiche ‘invasive' cui sarebbero state sottoposte e senza quindi averne accertato il relativo consenso". Secondo il Gip si tratta di "condotte del tutto estranee alla attività di indagine medica, poste in essere nell'ambito di un contesto caratterizzato dall'uso di frasi e affermazioni dall'esplicito contenuto sessuale".

La procura aveva chiesto il carcere ma il Gip ha valutato diversamente ritenendo i domiciliari sufficienti a "limitare la
libertà personale dell'indagato, impedendogli contatti con potenziali pazienti, così precludendo nuove occasioni per
tornare a delinquere". La vicenda era diventata nota e ha portato all’accelerazione dell’inchiesta alcune settimane fa, dopo un servizio della trasmissione "Le Iene" che, attraverso una complice che si è finta paziente, ha documentato con le telecamere i comportamenti dell’uomo. Dopo i primi due casi denunciati, al Centro antiviolenza del comune di Bari per giorni sono arrivate diverse richieste di ascolto di altre presunte vittime del ginecologo che hanno parlato di medesimi comportamenti dell’uomo. Secondo i racconti delle vittime, l’uomo induceva loro a fare sesso con lui per guarire una presunta malattia che in realtà non avevano.

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