Selinee molestata e picchiata da uno sconosciuto a Firenze: “Credevo mi avrebbe uccisa, ora ho paura di uscire”

Appena una settimana fa, Selinee ha vissuto attimi di puro terrore in centro a Firenze, mentre camminava per raggiungere un'amica. Venerdì scorso, poco dopo la mezzanotte, Selinee scende dall'autobus che da via Valfonda l'avrebbe portata davanti al fast food dove l'aspettava la sua amica. Una strada trafficata, racconta a Fanpage.it, soprattutto di venerdì sera. "Mi sono sempre sentita abbastanza sicura in quella zona perché è illuminata, ci sono le telecamere e c'è sempre molta gente. Non avevo paura in quel momento – ha ricordato -. Stavo camminando con le cuffie nelle orecchie e non mi sono resa conto che dall'altra parte della strada, lungo i binari del tram, c'era un uomo che si stava dirigendo verso di me".
Come racconta Selinee nella denuncia alle forze dell'ordine, visionata da Fanpage.it, l'uomo di circa 40 anni ha scavalcato il muretto che divide i binari del tram dal marciapiede e si è avvicinato a lei, palpeggiandola in strada. "Mi sono divincolata e voltata immediatamente verso di lui per chiedergli cosa stesse facendo. Ha iniziato a insultarmi e arrabbiarsi, poi si è di nuovo avvicinato e io ho nuovamente cercato di allontanarmi. All'improvviso mi ha sferrato un pugno in faccia e io sono caduta a terra. Ho cercato di difendermi e lui si è scagliato con una violenza ancora maggiore su di me".
Secondo quanto scritto nel referto redatto dai medici del pronto soccorso, Selinee ha riportato un trauma cranio-facciale, la rottura del setto nasale e lesioni al gomito sinistro con una prognosi di circa 30 giorni. "In strada, davanti ai passanti, mi ha tirato un pugno in faccia, tirato i capelli e preso a calci. Ho sentito il naso rompersi sotto il secondo pugno e lì ho provato a urlare, a chiedere aiuto con tutto il fiato che avevo in corpo. Alcune persone mi hanno vista e non sono intervenute, probabilmente prese dalla paura".
"In quei momenti ho pensato che mi avrebbe uccisa e che sarei stata l'ennesima ragazza vittima di aggressione da parte di un uomo. Se ho potuto raccontare quello che mi è successo, è stato grazie a due fidanzati che seppure a distanza, sono intervenuti mettendosi a urlare. Hanno minacciato di chiamare le forze dell'ordine e quando lui si è distratto mi hanno detto di correre verso i binari, altrimenti quell'uomo mi avrebbe ammazzata di botte. Io tremavo, mi sono letteralmente trascinata via. Lui per un po' ha continuato a inseguirmi e insultarmi. Quando questi due ragazzi si sono avvicinati a me, è scappato".
Sono stati proprio i due fidanzati ad assistere Selinee dopo l'aggressione. "Io ero nel panico assoluto, non riuscivo neppure a parlare – ricorda -. La ragazza ha chiamato i carabinieri mentre il suo fidanzato mi assisteva. Purtroppo però le forze dell'ordine non sono mai arrivate. Abbiamo aspettato nello stesso posto per 20 minuti".
Dopo 20 minuti di attesa, in compagnia della coppia si è diretta verso la stazione, dove ha trovato una volante delle forze dell'ordine. "Ci siamo avvicinati, abbiamo detto cosa era successo. Loro ci hanno chiamato l'ambulanza e ho passato tutta la sera in pronto soccorso. Il giorno dopo ho denunciato quanto successo".
"Non conoscevo l'aggressore, non lo avevo mai visto prima. Potrebbe essere stato inquadrato da alcune telecamere della zona, sono in attesa di avere notizie dalle forze dell'ordine. Adesso sono molto spaventata, non sto più uscendo di casa se non di giorno e accompagnata dai miei genitori".
Selinee ha voluto condividere la sua storia sui social nella speranza di risalire all'aggressore. "Ho registrato un video e l'ho caricato su TikTok, più che altro per tenere traccia delle lesioni che avevo riportato. Mi sono sentita tradita dalla mia città: sono cresciuta a Firenze, sono sempre stata qui, vedere la sua indifferenza mentre venivo aggredita in strada mi ha molto ferita".
"Fisicamente inizio a stare meglio, ma psicologicamente è dura. Sto valutando di chiedere aiuto a uno psicologo perché se sono sola e ripenso a quanto successo, incorro in attacchi di panico. Sono consapevole di aver riportato un vero e proprio trauma, ma al contempo mi sento fortunata perché ho potuto raccontare quello che mi è accaduto".
"L'indifferenza dei passanti mi ha molto rattristata – ammette – però capisco anche la paura delle persone. Purtroppo ci siamo abituati a mantenere il sangue freddo anche davanti all'aggressione ai danni di una ragazza di 24 anni. Ho letto negli occhi di qualcuno che era lì il dispiacere di non avermi aiutato, da una parte comprendo la paura, dall'altra penso che se non si ha la forza di intervenire in certe situazioni, si rischia di portarsele sulla coscienza".