Sedie e lampade di design contraffatte vendute come originali, 6500 sequestri in Italia: “Attenzione al prezzo”

Una maxi operazione denominata “Gamba Corta” ha portato al sequestro di 6.500 complementi d’arredo contraffatti provenienti dalla Cina. A tutelare il Made in Italy sono stati i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino. Gli oggetti d’arredo sequestrati, tra cui sedie e lampade, riproducevano noti marchi del design industriale italiano; tra i numerosi articoli (in particolare le lampade), la gran parte è risultata anche priva delle certificazioni di sicurezza previste dalla normativa dell’Unione Europea, con conseguente potenziale rischio per l’incolumità dei consumatori.
Quattordici i soggetti denunciati all'Autorità Giudiziaria, accusati dei reati di contraffazione, ricettazione e frode.
L’operazione è stata condotta nelle province di Roma, Milano, Napoli, Bari, Lecce, Frosinone, Padova, Treviso, Varese e Vicenza a tutela del Made in Italy a seguito di un’attività investigativa ad opera del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino coordinata dal Generale Alessandro Langella, e si inserisce in un ampio piano di contrasto alla contraffazione a tutela del Made in Italy. Seguendo il flusso dei prodotti, gli investigatori hanno ricostruito una filiera che partiva prevalentemente dalla Cina per arrivare nei magazzini di tredici imprese italiane.

Nel mirino dei finanzieri sono finite le catene commerciali retail e le piattaforme di commercio elettronico che trattano prodotti di arredamento.
Fanpage.it ha sentito il Generale di Brigata Alessandro Langella per capire come possiamo tutelarci e acquistare prodotti originali e non contraffatti. "Nel caso specifico dell'operazione Gamba Corta, una forma di tutela per il consumatore può essere quella di rivolgersi alle catene di rivenditori ufficiali che distribuiscono quella tipologia di prodotti; spesso sono articoli iconici distribuiti da marchi rinomati. Dunque, il consiglio è quello di affidarsi esclusivamente ai canali ufficiali di commercializzazione. In secondo luogo, è importante fare attenzione al prezzo: un costo eccessivamente basso dovrebbe destare nel consumatore il sospetto sulla provenienza non perfettamente lecita. Il prezzo basso può essere indicatore del fatto che quel prodotto non è l'originale".
Abbiamo domandato al Generale anche quali fossero i prodotti più contraffatti: "Negli ultimi mesi abbiamo effettuato delle operazioni a tutela del Made in Italy che hanno riguardato prodotti di varie categorie merceologiche, addirittura una denominata ‘Via dei Semi‘ in cui è stato intercettato un sistema di importazione di sementi che andavano dal pomodoro San Marzano al peperoncino calabrese. Tutti richiamavano l'italianità ma, anche in questo caso, ricostruendo la filiera, i semi provenivano dalla Cina e da altri Paesi esteri. Questo accade perché il claim Made in Italy è fortemente attrattivo (come dimostrano anche studi economici in merito), poiché consente di attribuire al prodotto fake un valore superiore a quello che avrebbe potuto ottenere senza l'utilizzo del sigillo di autenticità".