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Covid 19
5 Marzo 2021
15:53

Scuole chiuse in 5 regioni per incidenza superiore ai 250 casi Covid per 100mila abitanti: l’elenco

In 5 regioni italiane da domani scatta la chiusura delle scuole per effetto del nuovo Dpcm formato da Draghi che prevede il ritorno alla didattica a distanza nelle zone rosse e in quei territori in cui si registra un livello di incidenza settimanale superiore a 250 casi per centomila abitanti. Si tratta di Emilia Romagna (342,08 casi per centomila), Lombardia (254,44), Marche (265,16), provincia autonoma di Bolzano (376,99) e di Trento (385,02).
A cura di Ida Artiaco
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Scuole chiuse da domani in cinque regioni italiane per effetto di quanto stabilito nel nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Draghi e in vigore da oggi, venerdì 5 marzo, fino al prossimo 6 aprile: si torna cioè alla didattica a distanza nelle zone rosse e in quelle in cui c'è un livello di incidenza settimanale superiore a 250 casi per centomila abitanti. Si tratta di Emilia Romagna (342,08 casi per centomila), Lombardia (254,44), Marche (265,16), provincia autonoma di Bolzano (376,99) e di Trento (385,02). A rischio, in vista della prossima valutazione, anche Abruzzo (245,92) e Campania (228,29), anche se in quest'ultima le lezioni in presenza sono state già sospese lunedì scorso e fino al 14 marzo per effetto di una ordinanza firmata dal governatore Vincenzo De Luca. Si ricordi che il Dpcm prevede l'automatismo anche a livello provinciale, se si supera la soglia di incidenza anche in zone gialle o arancioni.

Si allunga così l'elenco dei territori in cui richiudono le scuole dopo l'aumento del numero dei contagi, molti dei quali collegati alle varianti del virus e a focolai scoppiati proprio in ambito scolastico. Già lunedì scorso era rimasto a casa uno studente su 3, oltre che in Molise e in Basilicata, passate in zona rossa, tra le altre anche nelle Marche, dove hanno chiuso in tutta la regione le scuole superiori e a Macerata ed Ancona gli istituti di ogni ordine e grado, e in Piemonte, che è passato in zona arancione rafforzato, in attesa di eventuali decisioni da parte del Ministero della Salute in seguito ai dati del monitoraggio settimanale realizzato dalla Cabina di Regia. Di pochi minuti fa la decisione anche della Calabria di chiudere da lunedì le scuole e per i 15 giorni successivi. Lo ha deciso il presidente della Regione Nino Spirlì dopo aver sottolineato, alla riunione dell'Unità di crisi Covid, la necessità di sospendere la didattica in presenza dovunque, nelle scuole e nelle università. Potranno andare in classe solo gli studenti con handicap gravi e per un numero limitato di ore.

D'altronde, proprio rispetto alla chiusura delle scuole già la scorsa settimana Gianni Rezza era stato chiaro: "L'Italia tutta è colpita dal virus. Notiamo soprattutto una diminuzione dell'età mediana, dovuta in parte all'effetto della campagna di vaccinazione delle fasce più fragili della popolazione ma anche per i focolai che sono scoppiati nelle scuole, che potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano in maniera più visibile i bambini, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di asintomatici. Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Ma laddove ci sono dei focolai o presenza di varianti è chiaro che tale decisione è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici". Ed è proprio quello che sta succedendo.

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