La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, è stata chiara: tutte le scuole in Italia riapriranno il 7 gennaio, subito dopo le vacanze di Natale, con in presenza almeno il 75% delle superiori, in molte regioni ferme da mesi a causa della risalita dei contagi da Coronavirus. La realtà dei fatti, però, è un po' diversa e le difficoltà non mancano. Lo sa bene Antonello Giannelli, presidente dell'associazione nazionale dei presidi (Anp). "È chiaro che il sistema scolastico da solo non può riaprire – ha detto a Fanpage.it -. Bisogna lavorare tanto e coordinare gli sforzi di vari settori. Non è soltanto la scuola a essere interessata, ma in vista di questa riapertura devono essere coinvolti anche il sistema sanitario da un lato e quello dei trasporti dall'altro, soprattutto per i ragazzi più grandi dai 14 anni in su. Se riusciremo a coordinare tutti questi aspetti, il che secondo me è mancato un po' in passato, andremo nella direzione giusta. I tavoli provinciali, coordinati dai prefetti, già sono un buon metodo di lavoro".

Dunque, secondo Giannelli, "si tratta di esaminare le esigenze dei vari settori e di trovare una soluzione di sintesi che vada bene per tutti. Se riusciremo in questa operazione potremo riaprire le scuole ed anche per un periodo di tempo più lungo. Ma è chiaro che la scuola da sola non può essere considerata. Possiamo anche riaprire gli istituti ma se poi gli alunni sui mezzi di trasporto diffondono il contagio è chiaro che non abbiamo risolto nulla. Serve un approccio più olistico. Se riusciremo in questa operazione allora le cose funzioneranno altrimenti temo che saremo costretti a richiudere e a tornare alla didattica a distanza". Ma la Dad non può essere una soluzione a lungo termine.

Antonello Giannelli (Anp).
in foto: Antonello Giannelli (Anp).

"La  didattica a distanza funziona ma dobbiamo intenderci – ha sottolineato ancora Giannelli a Fanpage.it -: questa modalità non potrà mai sostituire la didattica in presenza. Perché la didattica non è soltanto apprendimento di nozioni, è soprattutto relazione interpersonale e dialogo con i coetanei, ha a che fare con un processo di crescita che se ognuno sta a casa davanti al proprio pc sicuramente viene rallentato. Se non si può fare diversamente, siamo costretti a usare la Dad al meglio delle sue possibilità ma è evidente che l'obiettivo al quale dobbiamo tendere è quello di tornare in classe il prima possibile. Si può anche andare avanti con una gradualità, si possono eventualmente organizzare delle turnazioni con classi in presenza e altre a distanza per non tenere qualcuno soltanto a casa".