Si indagherà sulla pista mafiosa. Questo l'orientamento d'indagine che ha indicato il gip Antonella Consiglio per il caso di Salvatore Colletta e Mariano Farina, i due ragazzini scomparsi quasi 29 anni fa da Casteldaccia. Dopo aver deciso di respingere la nuova richiesta di archiviazione presentata dalla Procura il magistrato ha concesso altri sei mesi per indagare sul caso e dando agli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Francesca Mazzocco, indicazioni riguardo alla cosiddetta pista mafiosa.

Salvatore Colletta e Mariano Farina, che avevano 15 e 12 anni, sparirono nel nulla il 31 marzo del 1992 a Casteldaccia, paesino dell'entroterra palermitano. Quel giorno avevano marinato la scuola e, accompagnati in scooter da un amico, erano andati in spiaggia, avevano fatto un picnic con biscotti e succhi di frutta, che avevano acquistando mettendo sul conto della nonna di Mariano. Per tutti questi anni si è sospettato che il ragazzi si potessero essersi spinti nella zona in cui all'epoca sorgevano le ville di boss come Tommaso Spadaro e Filippo Marchese e aver assistito inconsapevolmente a scene compromettenti.

Per questo, nella cosiddetta ipotesi mafiosa, i ragazzi sarebbero stati fatti sparire in quanto testimoni scomodi. Nel 2013 l'indagine sembrò a una svolta, grazie a una testimone, che raccontò agli inquirenti di come avesse assistito, a marzo del '92, a una telefonata in cui il l'allora compagno riceveva l'ordine di sbarazzarsi dei corpi di due ragazzini. Il sopralluogo che ne seguì, da parte delle forze delle ordine, sul posto in cui si sarebbero trovati i corpi, non dette alcun risultato e la pista venne archiviata.

In questa prospettiva, oggi, nella nuova tranche d'indagine, è stato chiesto di sentire alcuni collaboratori di giustizia, inserendo anche gli ultimi, cioè Filippo Bisconti e Francesco Colletti che hanno avuto ruoli apicali in Cosa nostra in provincia di Palermo.