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Scomparsa del paladino anti-autovelox Antonio Menegon: “Stava lavorando su denunce precise con nomi e cognomi”

Prosegue il giallo sulla scomparsa di Antonio Menegon, perito anti-autovelox scomparso il 2 gennaio 2026. Doveva testimoniare in Tribunale a Cosenza. Il collaboratore e amico esclude il gesto estremo: “L’unica cosa che sappiamo è il lavoro che stava facendo”
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Antonio Menegon
Antonio Menegon

Continua il giallo della scomparsa di Antonio Menegon, il 78enne di Rosà, nel Vicentino, diventato come il "paladino anti-autovelox". L'8 gennaio avrebbe dovuto testimoniare in qualità di super perito nell'ambito di un procedimento sulla presunta irregolarità degli autovelox a Cosenza. In Tribunale, però, non si presenterà mai perché dal 2 gennaio 2026 risulta scomparso.

L'auto di Antonio Menegon data alle fiamme a Rosà un anno fa

Al momento la Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo senza indagati e senza ipotesi di reato, e fonti qualificate confermano a Fanpage.it che le ricerche di Menegon proseguono, così come l'attività di indagine per ricostruire cosa sia successo. Non è possibile al momento escludere alcuna pista. Le Forze dell'ordine indagano per ritrovarlo ma stanno approfondendo anche lo strano episodio avvenuto nel febbraio 2025, quando la sua auto è stata data alle fiamme a Rosà da ignoti.

Il 2 gennaio l'uomo è scomparso lasciando a casa il portafoglio, il giaccone, le chiavi di casa, e il pc acceso. Le circostanze, unite all'imminente perizia che avrebbe dovuto presentare in Tribunale, complicano un quadro già pieno di ombre.

I dubbi sono tanti, e sono relativi soprattutto al suo lavoro di perito impegnato nella lotta agli autovelox non a norma. A questo scopo collaborava con l'associazione Altvelox Tutela Utenti Strada, che dalla sua scomparsa pubblica stralci della perizia consegnata nell'ambito del procedimento cosentino in cui si fanno i nomi di aziende che, secondo Menegon, configuravano "attività criminale di carattere associativo".

"Non era depresso, ci siamo sentiti il giorno della scomparsa"

"Per quello che riguarda la questione di Cosenza, lui aveva scoperchiato una bella cosa. Aveva fatto delle denunce e delle accuse ben precise, scrivendo nomi, cognomi e tutto quello che aveva rilevato", spiega a Fanpage.it Gianantonio Sottile, presidente dell'associazione Altvelox con cui Antonio collaborava dal 2023.

"Quell'anno lui è stato nominato dal pubblico ministero nell'ambito proprio del procedimento di Cosenza e all'epoca ancora non ci conoscevamo. Mi chiamò perché aveva visto il nostro lavoro con Altvelox, e così abbiamo iniziato a collaborare".

Anche se Antonio non si è presentato in Tribunale l'associazione sta pubblicando stralci della sua perizia sui social, proprio allo scopo di farla conoscere a tutti. L'uomo aveva svolto accertamenti che nel 2024 aveva portato al sequestro di autovelox modello T-Exspeed 2.0 da parte della Procura di Cosenza, ma la vicenda giudiziaria non era ancora conclusa.

Per Antonio questa storia non era secondaria, come ricorda il suo amico e collaboratore "Non era in ansia, era arrabbiato perché non si vedeva un'azione da parte dello Stato per risolvere la questione". L'ultimo contatto tra i due c'è stato proprio il 2 gennaio, giorno della scomparsa, ed esclude la possibilità di un gesto estremo: "Antonio non mi dava la sensazione di avere istinti suicidi e quindi voglio escludere questa pista. Io penso un po' a tutto e a niente, nel senso che spero sempre che domani mi dicano ‘guarda che è tornato a casa e sta bene'. Poi l'unica cosa che sappiamo è quello che stava facendo , ripeto, Antonio non mi dava la sensazione di essere depresso".

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