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Plasma "buttato" nelle Marche

Scandalo sangue nelle Marche, i conti non tornano: mancano all’appello altre 395 sacche di plasma

Un nuovo “buco nero” nella gestione del plasma nelle Marche: incrociando i dati della Regione con quelli del Centro Nazionale Sangue, mancano all’appello 395 sacche. E mentre la Procura e la Corte dei Conti indagano, spunta anche l’ombra di altre centinaia di unità “extra” rientrate in segreto all’officina di Torrette.
A cura di Davide Falcioni
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Il caso del plasma sprecato nelle Marche si arricchisce di un nuovo capitolo, e questa volta sono i numeri a parlare. Dopo le denunce sulla carenza di personale nell'officina trasfusionale dell'Ospedale Torrette di Ancona e le immagini delle sacche declassate a rifiuto sanitario finite dritte nella spazzatura, l'attenzione si sposta sulla tracciabilità di quello che è, a tutti gli effetti, un tesoro biologico donato dai cittadini e gestito con una approssimazione inquietante, tale da spingere la Procura di Ancora ad aprire un fascicolo di inchiesta e la Corte dei Conti ad avviare un'istruttoria per fare luce anche sul possibile danno erariale.

Per capire l'entità dei numeri in ballo, bisogna mettere in fila i dati emersi finora e fare un passo indietro partendo dalla mail interna di lunedì 23 marzo – pubblicata da Fanpage.it – che forniva un dettagliato report della situazione (a partire dall'11 marzo), indicando le unità di plasma non lavorate o lavorate dopo 24 ore "data la situazione di criticità del personale e di congestione degli spazi disponibili per lo stoccaggio". Ebbene, al 23 marzo 2026 erano state smaltite "soltanto 323 unità" su 1.650 circa, "per un totale di circa 540 chili di plasma da eliminare".

La mail interna del 23 marzo 2026 con i dati a partire dall’11 marzo 2026
La mail interna del 23 marzo 2026 con i dati a partire dall’11 marzo 2026

La Regione Marche, nel tentativo di ridimensionare lo scandalo, aveva inizialmente confermato "solo 323 sacche" effettivamente "buttate" perché non conservate correttamente, non fornendo alcuna versione convincente sulle restanti unità di plasma. L'assessore alla salute Paolo Calcinaro infatti aveva fornito una spiegazione poco credibile dichiarando che quelle sacche "sono state comunque recuperate e destinate alla ricerca immunologica dalla Biobanca di Torrette"; peccato, però, che questa operazione non sia possibile, mancando il consenso dei donatori previsto dalle legge italiana nelle "Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti".

Ebbene, Fanpage.it ha interpellato il Centro Nazionale Sangue (CNS) – l’organismo che governa e coordina l'intero sistema trasfusionale italiano sotto l'egida del Ministero della Salute e con sede presso l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) – per chiedere un aggiornamento sulle sacche non ancora eliminate e sulla loro destinazione finale. Ci è stato risposto che 932 sacche verranno trasferite a Roma nei prossimi mesi.

A questo punto il calcolo è presto fatto, ma il risultato non quadra:

  • 1.650 (Sacche totali coinvolte, come da email del 23 marzo) −
    323 (Sacche eliminate) −
    932 (Sacche destinate al Centro Nazionale Sangue nei prossimi mesi) =
    395 sacche mancanti delle quali al momento non conosciamo la destinazione.

Dove sono finite queste unità? O dove finiranno? Sono state smaltite in precedenza senza comunicazione ufficiale o verranno eliminate in futuro? Sono ancora stipate in qualche congelatore dell'Officina Trasfusionale in attesa di destinazione? E se sì, quale destinazione avranno? Verranno inviate all'industria farmaceutica?

Non solo: fonti informate hanno rivelato a Fanpage.it di centinaia di altre sacche di plasma (in più rispetto al conteggio di 1.650) che sarebbero rientrate nei giorni scorsi all'officina trasfusionale di Ancona da un centro trasfusionale della regione. Di che plasma si tratta? Che destinazione avranno quelle sacche? E ce ne sono altre in giro per le Marche?

Sacche di plasma gettate i un secchio della spazzatura e destinate allo smaltimento
Sacche di plasma gettate i un secchio della spazzatura e destinate allo smaltimento

Se il giallo delle 395 unità rimane aperto – per non parlare delle altre centinaia di sacche "extra" arrivate qualche giorno fa ad Ancona – è stata almeno fatta chiarezza su quella parte di plasma che non finirà nella spazzatura. Come detto, il Centro Nazionale Sangue ha confermato che riceverà nei prossimi mesi 932 unità. Queste sacche – come spiega una nota diramata due giorni fa – "saranno inviate al Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci (CNCF) dell’Istituto Superiore di Sanità. In particolare, il CNCF mette a punto i saggi di controllo dei test per gli agenti infettivi trasmissibili con le donazioni. Questi saggi vengono distribuiti a tutta la rete trasfusionale e utilizzati per garantire l’affidabilità dei vari test utilizzati nei laboratori sul territorio nazionale". Secondo il CNS "il consenso espresso dal donatore prima del prelievo consente che alcune componenti di sangue intero possano essere utilizzate a fini diversi dalla donazione, ed i programmi di qualificazione biologica necessari per i test che garantiscono la sicurezza trasfusionale sono certamente un utilizzo valido".

Il parziale recupero delle sacche di plasma operato dal CNS è un tentativo di "nobilitare" materiale che, altrimenti, avrebbe dovuto essere eliminato, ma non cancella l'opacità gestionale della Regione Marche. Se il CNS ha dato disponibilità per 932 sacche e la Regione ne ha dichiarate 323 come scarto irrecuperabile, il destino delle restanti 395 unità rimane un'incognita pesante. Per non parlare delle altre centinaia di sacche che sarebbero state inviate all'officina trasfusionale e la cui destinazione è – almeno al momento – del tutto ignota.

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