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8 Maggio 2022
14:51

Sardegna invasa dalle cavallette: danni alle coltivazioni per milioni di euro

Il centro della Sardegna è alle prese anche quest’anno con un’invasione di cavallette.
A cura di Davide Falcioni
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"Con una pandemia e una guerra manca solo un'invasine di cavallette?". Detto, fatto. Gli agricoltori del centro della Sardegna sono in questi giorni alle prese con un'invasine di questi insetti che, per il quarto anno consecutivo, stanno distruggendo raccolti e causando milioni di euro di danni: "Dopo il loro passaggio è come se ci fosse stato un incendio: distruggono tutto, lasciando il terreno a brandelli", ha raccontato all'AGI Giovanni Mureddu, imprenditore nell'agricoltura e nell'allevamento in agro tra Ottana e Bolotana (Nuoro). "E sono tantissime, come un fiume in piena, anche solo vederle all'azione è un'immagine impressionante". Non è la prima volta che le cavallette arrivano sull'isola, ma il 2022 potrebbe essere ricordato come l'annata in cui l'invasione delle cavallette si è abbattuta con maggiore violenza causando danni per milioni di euro: gli imprenditori agricoli delle aree interessate sono unanimi nell'affermare di non averne mai viste così tante già in questo periodo dell'anno, e che è ormai troppo tardi per intervenire, anche perché, secondo il loro parere, gli strumenti messi in campo dalla Regione sono obsoleti e fanno troppo ricorso alla chimica, quindi non sono utilizzabili sui terreni coltivati.

I primi sciami di cavallette sono stati avvistati circa un mese va nel nuorese, a Noragugume, Bolotana, poi Illorai, Olzai, Teti, Sarule, Sedilo, fino alla confinante Barbagia di Nuoro. Circa 25 mila ettari sono già infestati ma tale numero è destinato ad aumentare perché molte altre uova si schiuderanno con i primi caldi. Le cavallette appena nate non sono ancora in grado di muoversi. Mario Tolu, storico allevatore e agricoltore di Ottana (Nuoro), spiega che "l'unica arma efficace e del tutto biologica per contrastare l'invasione delle cavallette è costringere i proprietari terrieri ad arare i loro campi, perché l'aratura periodica distrugge le uova". Lo conferma anche uno studio dell'università di Sassari. Il problema, secondo l'imprenditore, è che sono troppi i campi incolti e non custoditi non arati ed è da lì che le cavallette nascono, per poi spostarsi nei campi in cui l'erba è più morbida e saporita, "come i miei, che vengono regolarmente arati". "E così sono doppiamente beffato: io l'invasione non la alimento, ma le mie coltivazioni vengono comunque distrutte dalle locuste che arrivano dai tanti campi vicini lasciati nell'incuria", dice con amarezza Tolu.

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