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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi
12 Giugno 2015
12:02

Sarah. Pg: confermare ergastoli. Sabrina Misseri piange in aula: “Non l’ho uccisa”

Confermare la condanna al carcere a vita per Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri. Così si è espresso il pg Montanaro nella nuova udienza del processo d’appello per l’omicidio della 15enne. La cugina della vittima ha ribadito la sua innocenza.
A cura di Susanna Picone
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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi

AGGIORNAMENTO Ore 20.05 – Il pg: "Confermare ergastoli Cosima e Sabrina" – Il sostituto procuratore generale di Taranto Antonella Montanaro ha chiesto di confermare la condanna al carcere a vita per Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, al termine della requisitoria al processo d'appello per l'omicidio di Sarah Scazzi. L'uccisione della ragazzina di Avetrana, ha detto in aula la Montanaro, è stata una "esplosione di gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah, e di rabbia di Cosima, che ha rapporti astiosi con la sorella Concetta".

Nuova udienza del processo d’appello per l’omicidio della 15enne Sarah Scazzi ad Avetrana. In aula c’è Sabrina Misseri, la cugina della giovane uccisa il 26 agosto del 2010, mentre è assente la madre Cosima Serrano, che è rimasta in carcere in quanto – come ha spiegato l’avvocato difensore Franco De Iaco – non ha gradito le manette imposte dalla scorta della polizia penitenziaria. Sabrina Misseri, che in primo grado è stata condannata all’ergastolo insieme alla madre Cosima con l’accusa di aver ucciso Sarah, in aula ha nuovamente ribadito la sua innocenza. “Sono molto addolorata che si pensi che abbia ucciso Sarah. Non l'ho uccisa, so io quanto sono addolorata”, ha detto la ragazza rendendo dichiarazioni spontanee prima di scoppiare a piangere. Sabrina Misseri ha poi detto di non sentirsela di continuare a parlare per cui è iniziata la requisitoria del sostituto procuratore generale Antonella Montanaro. Le arringhe delle parti civili e dei difensori dei 9 imputati sono fissate per i giorni 15, 17, 19 e 24 giugno. Non si sa ancora se quest'ultima data coinciderà con quella della sentenza della Corte di assise di appello.

La requisitoria del pg – Il procuratore generale ha esordito rivolgendosi alla corte chiedendo “chi ha ucciso Sarah Scazzi”. “La domanda ha martellato l'Italia per anni. Adesso tocca a voi decidere se la sentenza di primo grado vi ha offerto la certezza processuale che a uccidere Sarah e ridurla in quelle condizioni dopo essere stata in un pozzo per 42 giorni sia stato Michele Misseri o siano state Sabrina e Cosima, perché non c'è alternativa. L'unica tesi alternativa è che sia stato Michele Misseri”, così il pg rivolgendosi alla corte. Il pg ha spiegato in aula che le indagini non sono state affatto unilaterali e che inizialmente si era pensato ad un rapimento (tesi fortemente sostenuta dalla stessa Sabrina Misseri). Ha parlato del delitto di Avetrana come di un omicidio familiare particolarmente violento, maturato in un contesto di rapporti difficili, rabbia, gelosia, invidia ed in un ambiente provinciale in cui “ognuno pensa alla propria famiglia”.

“Sarah strangolata in casa” – Sarah Scazzi “viene strangolata in casa Misseri con una cintura da Cosima e Sabrina”, ha detto il pg. “Poi il corpo viene portato in garage, Sabrina resta in casa per far ritardare Mariangela Spagnoletti, Cosima e Michele Misseri si occupano del corpo di Sarah, trasportandolo attraverso l'ingresso interno posteriore di casa che porta al garage”, ha continuato. Il pg ha aggiunto che c'è una intercettazione a carico di Michele Misseri in cui l’uomo dice alla moglie di averla avvisata che del corpo di Sarah non doveva rimanere traccia. “Per raggiungere casa Misseri da casa di Sarah – ha ricostruito il pg – ci vogliono circa 4 minuti, tra le 13.35 e le 13.45. Arriva alle 13.50 circa. Alle 13.55 una teste vede due auto dinanzi a casa Misseri, quella di Cosima, una Opel Astra, e quella di Michele Misseri, la Seat Marbella; il garage è aperto. Dopo pochi minuti Sarah esce per un litigio, piangendo, ed è intenzionata a tornare a casa. Subito dopo Cosima e Sabrina escono e la inseguono con la Opel. La bloccano, Cosima scende e costringe Sarah a salire. Incrocia il furgone del fioraio Giovanni Buccolieri. L'intento in quel momento di Cosima e Sabrina è di calmare Sarah, non di ucciderla. La Opel fa un giro più lungo e incrocia l'auto di un altro testimone, la Opel va a velocità sostenuta e si ferma dinanzi al cancelletto pedonale di casa Misseri”. Poi, secondo l'accusa, Sarah è stata uccisa nella villetta.

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