Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi
11 Marzo 2013
16:01

Sarah Scazzi, le arringhe finali: “Un massacro gestito con metodo mafioso”

Il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi è ripreso oggi con le arringhe degli avvocati di parte civile. Nella scorsa udienza i pm hanno chiesto l’ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, 9 anni di carcere per Michele Misseri e pene inferiori per gli altri imputati.
A cura di Susanna Picone
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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi

Ultime fasi del processo relativo all’omicidio di Avetrana. Nell’udienza precedente a quella odierna i pm hanno chiesto l’ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, accusate di aver ucciso la piccola Sarah Scazzi. Altre pene, per Michele Misseri a 9 anni di reclusione, sono state chieste per gli imputati minori. Ieri Concetta Serrano, la madre della ragazzina uccisa, è tornata in televisione intervistata su Canale 5 ed oggi, a Taranto, il processo per l’omicidio di Sarah è ripreso con le arringhe degli avvocati di parte civile. Ha parlato, tra gli altri, la difesa della famiglia della vittima: l’avvocato Nicodemo Gentile nella sua arringa davanti alla Corte d’Assise ha parlato di un “processo di un massacro, il peggiore dei massacri, gestito con metodo mafioso”. Per l’avvocato “Sarah Scazzi non è stata solo massacrata, doveva essere squagliata, doveva sparire. Non è stata solo uccisa, non doveva esistere, doveva diventare uno di quei volti che fanno parte dell’esercito degli scomparsi”. Il difensore ha parlato di una storia di un omicidio domestico, di una ragazzina che è stata dipinta come la terza figlia dei Misseri e la seconda sorella di Sabrina ma che non lo era. Una ragazzina massacrata nel posto in cui si sentiva più sicura “dove Concetta la mandava perché si fidava”.

"Michele Misseri un uomo buono" – Michele Misseri viene descritto dalla difesa di Sarah Scazzi come “il becchino di Avetrana che ha abbandonato Sarah come un qualsiasi rifiuto”. Sua madre Concetta è stata umiliata nel corso di questo processo “quando addirittura si voleva additare al suo comportamento la causa della morte di Sarah perché la faceva uscire troppo e la mandava a casa della zia”. Ma la donna, così l’avvocato durante l’udienza, non ha avuto nemmeno la possibilità di dare l’ultimo bacio a sua figlia. L’avvocato ha anche ricordato che Sarah avrebbe compiuto 18 anni tra qualche giorno, il prossimo 4 aprile, e ha sottolineato come sua madre Concetta non abbia mai chiesto vendetta né una giustizia esemplare: “Chiede una giustizia giusta e proporzionata al delitto e al dopo delitto, capace di dare a ciascuno il suo”. Prima dell’avvocato Gentile ha parlato Pasquale Corleto che rappresenta il Comune di Avetrana e che ha descritto i principali personaggi di un dramma che ha colpito al cuore la città: Sabrina, a suo dire, è “l’assassina che poi diventa regista delle ricerche della cugina”, Michele è un uomo che fa tenerezza “diviso tra lo scrupolo di dire la verità e il desiderio di salvare la figlia prediletta”. Ed è soggiogato, secondo Corleto, dalla “moglie arpia, capace di un predominio diabolico”.

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