568 CONDIVISIONI
Scomparsa Saman Abbas
24 Settembre 2022
09:24

Saman Abbas, il fidanzato che ora vive in un luogo protetto: “Il padre è un uomo pericoloso”

Le minacce alla sua famiglia e le ire per la storia con lui. Così Ayub Saquib, il fidanzato di Saman, sul padre della 18enne dopo l’intercettazione in cui lo si sente parlare dell’omicidio della figlia.
A cura di Chiara Ammendola
568 CONDIVISIONI
Saman e il fidanzato che la famiglia non accettava
Saman e il fidanzato che la famiglia non accettava
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Scomparsa Saman Abbas

Shabbar Abbas è un uomo pericoloso che sarebbe legato anche alla mafia pakistana. A dirlo Ayub Saquib, il fidanzato di Saman, la 18enne scomparsa il 30 aprile 2021 da Novellara e per il cui omicidio saranno processati il prossimo febbraio cinque famigliari: i genitori, lo zio e due cugini. Saquib, 23 anni, oggi vive in un luogo protetto nel Nord Italia e si è costituito parte civile al processo.

È con lui che Saman è ritrattata in un'immagine che avrebbe scatenato le furie dei genitori, così come emerso da alcuni atti ammesso al processo e trapelati ieri. I due, dopo una conoscenza avvenuta su Tik Tok nell'agosto 2020, si sarebbero incontrato nel febbraio dell'anno successivo e poi ancora ad aprile: si amavano e volevano stare insieme ma la famiglia di Saman non accettava e mai avrebbe accettato quella storia. In un'occasione Shabbar Abbas avrebbe anche raggiunto il Pakistan per minacciare i genitori del 23enne: "Se vostro figlio non lascia Saman sterminiamo tutta la famiglia".

“In un bacio tra due ragazzi non c’è nulla di male – spiega a Corsera Claudio Falleti, l'avvocato di Saquib – il problema è contestualizzarlo in una mentalità arcaica come quella del clan Abbas. Non è stato quello l’evento che ha portato a ciò che poi è accaduto…”. Il bacio tra i due fidanzati scambiato mentre erano a Bologna e immortalato in uno scatto è infatti al centro della testimonianza resa da un cugino ai carabinieri di Reggio Emilia che lo avrebbe indicato come motivo della furia dei genitori di Saman.

A questo elemento si aggiunge anche una intercettazione in cui si sente Shabbar pronunciare mentre dal Pakistan parla al telefono con un parente in Italia: “Ho ucciso mia figlia”. Parole che però non sarebbero affatto una confessione come spiegato a Fanpage.it dall'avvocato Simone Servillo che difende la madre e il padre di Saman che ad oggi sono ancora latitanti in Pakistan.

568 CONDIVISIONI
135 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni