Salmonella, la Puglia vieta il consumo di pomodori crudi nelle scuole: dove sono i focolai
Il pomodoro, soprattutto nella varietà ciliegino, è l'indiziato numero uno per i casi di salmonellosi registrati in Puglia nelle ultime settimane. In ragione dei diversi focolai scoppiati nella regione, l'amministrazione locale ha scelto di limitare i rischi per i soggetti più fragili, emanando una direttiva con la quale si vieta di servire pomodori crudi nelle mense scolastiche.
Ma l'incremento del numero di casi non riguarda solo la Puglia, ma anche altre regioni italiane circostanza che ha richiesto l'intervento di una task force nazionale.
I focolai di salmonellosi in Italia
Il Dipartimenti di Prevenzione della Regione Puglia ha deciso di eliminare i pomodori crudi dalle scolastiche, ospedaliere, delle case di cura e dalle rsa. L'ortaggio sarà sostituito da verdure cotte, in modo da scongiurare i casi di infezione da Salmonella Strathcone St2559.
La somministrazione di questi alimenti è quindi sospesa alla luce della "rilevanza epidemiologica della situazione in atto, e in attesa di disporre di dati certi e aggiornati, considerato l'imminente avvio nei primi giorni di ottobre delle attività di refezione nelle scuole", si legge nella nota regionale.
Alla base dell'epidemia ci sarebbe un lotto di pomodori proveniente da Caltanissetta, in Sicilia, che alle prime indagiani risulterebbe contaminato, circostanza che adesso dovrà essere confermata dalle autorità sanitarie nazionali. Il caso infatti non è più solo regionale: il 30 settembre si è riunita la task force nazionale Salmonella per i casi rilevati non solo in Puglia ma anche in Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia.
Come si trova la salmonella
La salmonellosi è una delle infezioni alimentari più comuni. Solitamente i maggiori indiziati sono le uova, e in Gran Bretagna recentemente c'è stata una grave epidemia con centinaia di casi registrati e un morto, ma anche le verdure, soprattutto se lavate poco o consumate crude, possono essere un veicolo.
I sintomi più comuni sono di tipo gastrointestinale, come diarrea, vomito, crampi addominali e sangue nelle feci, meno comuni sono mal di testa e febbre. Solitamente il tutto si risolve nel giro di una settimana, ma soggetti fragili come bambini, anziani e pazienti immunocompromessi, sono esposti a complicanze anche gravi.