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Plasma "buttato" nelle Marche

Sacche di plasma buttate nelle Marche, gli allarmi ignorati per un mese: le prove nelle mail interne

Per oltre un mese il dottor Mauro Montanari, ex direttore del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale delle Marche, ha lanciato allarmi ai vertici della regione segnalando l’impossibilità, per carenze di organico, di lavorare tutto il plasma. Le sue richieste di rallentare la raccolta sangue tuttavia sono state sistematicamente ignorate.
A cura di Davide Falcioni
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"Sulla vicenda non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni, mentre sulle mie dimissioni non intendo rilasciare dichiarazioni". È la risposta inviata a Fanpage.it dal dottor Mauro Montanari, ex direttore del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale delle Marche ed ex direttore dell'officina trasfusionale dell'Ospedale Torrette di Ancona, uno dei personaggi chiave nella vicenda delle migliaia di sacche di plasma scadute ed eliminate (o in corso di eliminazione) dopo essere state raccolte da altrettanti donatori volontari.

Mauro Montanari
Il dottor Mauro Montanari

Il caso – balzato agli onori delle cronache nei giorni scorsi – è finito all'attenzione dei carabinieri del NAS, che proprio ieri hanno effettuato un primo sopralluogo volto a fare luce su una gestione di circa 6 quintali di plasma che appare a dir poco problematica, per usare un eufemismo.

Ebbene, il dottor Montanari non risponde alle nostra domande. O meglio, non può rispondere. Eppure – come ricostruito da Fanpage.it – la sua è stata una figure decisiva nel funzionamento del Dipartimento di Medicina Trasfusionale. Soprattutto, però, Montanari è stato il dirigente medico che per primo, e da ben più di un anno, ha segnalato le gravi carenze di personale all'interno dell'officina. Le sue mail di allarme smentiscono la versione fornita due giorni fa dall'assessore alla sanità Paolo Calcinaro, secondo cui la criticità è stata "legata alla carenza di personale di una giornata, nei primi giorni di marzo" e la soluzione è stata trovata in "poche ore". Le criticità, al contrario, perduravano da mesi, anzi anni; e le soluzioni offerte non si sono rivelate adeguate.

Il primo allarme di gennaio 2025

Era il 15 gennaio 2025 quando – come siamo in grado di documentare – il Gruppo di Lavoro del DIRMT Marche (composto da Mauro Montanari, Chiara Rychlicki e Monica Ragnini) lanciava un primo allarme: l'Officina Trasfusionale di Ancona era già all'epoca in piena emergenza perché la pianta organica era composta da soli 10 tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TLSB). Quel numero era basato su dati obsoleti del 2016 ed era stato giudicato drammaticamente insufficiente. Il fabbisogno reale per garantire gli standard minimi era stato calcolato in almeno 14 unità.

La relazione di marzo 2025

La relazione denunciava già allora "gravi non conformità": ritardi nei controlli di qualità e, scenario ancor più critico, lo stoccaggio del plasma in congelatori non a norma. Una situazione limite, tamponata solo grazie a turni massacranti e personale medico distolto dalle proprie funzioni.

Il nuovo allarme del 16 e del 20 febbraio 2026

Dal 15 gennaio 2025 al 16 febbraio 2026 trascorrono esattamente 13 mesi. Quel giorno, in una mail inviata ai suoi superiori, il dottor Montanari solleva di nuovo il problema della carenza di personale:

Spett.le Direzione, si richiede di inviare a tutti i Reparti la seguente comunicazione.

Cari Colleghi, a causa di una grave carenza di personale TSLB l' evasione delle richieste di emocomponenti non urgenti subirà nella giornata di oggi un notevole ritardo senza alcuna garanzia che siano tutte completate in giornata. Si richiede pertanto la vostra collaborazione, limitando le richieste non urgenti solo a quelle strettamente necessarie.
Cordiali saluti
Mauro Montanari

L'allarme di Montanari viene ignorato.

Lui insiste e il 20 febbraio invia una nuova mail, questa volta dettagliando la severità della situazione. Il dirigente denuncia spedizioni di plasma annullate e congelatori ormai saturi, uno scenario che mette a rischio la sicurezza del servizio. Per evitare il blackout, la proposta è drastica: limitare la raccolta a sole 200 sacche al giorno e tagliare le cessioni fuori regione. Una misura d’emergenza per salvare almeno la produzione di piastrine, mentre si attende un intervento del Centro Regionale Sangue prima che il motore trasfusionale marchigiano si fermi del tutto.

La mail del 20 febbraio
La mail del 20 febbraio

Gli altri appelli di marzo prima delle dimissioni

Trascorrono ancora alcune settimane e la richiesta del dottor Montanari di ridurre la raccolta di sangue non viene evasa: l'officina riceve ogni giorno centina di unità di materiale ematico che i tecnici – stremati – non riescono a lavorare correttamente. Le sacche di plasma e di sangue si accumulano fuori dai congelatori, ormai saturi all'inverosimile, e iniziano anche ad essere eliminate dopo la scadenza delle 24 ore dalla raccolta.

La situazione diventa giorno dopo giorno più difficile da gestire e l'11 marzo viene convocata una riunione in Regione per fare fronte all'emergenza: vi partecipano il dottor Mauro Montanari (quel giorno ancora direttore di dipartimento) ed i vertici della della sanità regionale . La riunione è particolarmente tesa, fonti esterne riferiscono a Fanpage.it toni molto accesi. Eppure, ancora una volta, la montagna partorisce solo un topolino e non viene ordinata la riduzione della raccolta di sangue.

Venerdì 20 marzo il dottore rassegna le sue dimissioni da direttore del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale; in seguito, viene rimosso anche dall'incarico di direttore dell'officina trasfusionale. Perché viene presa questa decisione? Il dirigente sembra aver fatto solo il suo dovere, segnalando ripetutamente le criticità nell'officina e proponendo delle soluzioni concrete e di facile attuazione (rallentare la raccolta di sangue).

Fanpage.it ha provato a chiedergli un commento, ma la risposta è stata laconica: "Sulla vicenda (dello spreco di sangue, ndr) non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni, mentre sulle mie dimissioni non intendo rilasciare dichiarazioni".

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