Rubano in casa e portato via due pepite dal cofanetto ma erano due calcoli renali: ladri beffati a Pordenone

I ladri di appartamento non sono noti per essere schizzinosi e in genere arraffano tutto quello che trovano di valore per scappare via il più presto possibile ma la fretta è sempre cattiva consigliera. Lo hanno capito bene i malviventi che nei giorni scorsi hanno preso di mira un'abitazione di Pordenone dove hanno trovato e portato via due pepite che probabilmente credevano di valore ma che in realtà erano solo dei calcoli renali che il proprietario di casa aveva conservato.
A raccontare il singolare episodio è stata la stessa vittima del furto, il giornalista Giuseppe Ragogna, ex vicedirettore del Messaggero Veneto. Come ha spiegato lui stesso al giornale, i fatti si sono consumati tra il pomeriggio e la serata di domenica 15 febbraio, intorno alle 19, quando lui è uscito per una passeggiata nei dintorni come è solito fare.
I ladri forse sapevano i suoi spostamenti e hanno approfittato del momento per far irruzione nell'abitazione. Proprio il suo rientro poco dopo, però, probabilmente li ha costretti a una precipitosa fuga con il misero bottino che avevano intascato. Ragogna è stato costretto a chiamare prima i vigili del fuoco e poi la polizia perché si è ritrovato fuori casa con la porta bloccata dai malviventi.
Una volta aver avuto accesso all'abitazione, purtroppo gli è apparsa la brutta scena davanti alla quale si trovano tutte le vittime di furti in casa. Cassetti divelti, abiti sparpagliati e suppellettili gettati un po' ovunque. Nonostante la ricerca, però, i ladri non hanno trovato nulla di valore accontentandosi di quelle due pepite contenute in un cofanetto e che in realtà erano calcoli renali che erano appena stati fatti analizzare.
"Per fortuna non hanno preso il computer portatile, perché all’interno c’erano articoli e scritti che devo consegnare. In casa c’erano anche il passaporto e il visto ma non hanno preso nulla" ha raccontato la vittima del furto, spiegando: "Conservavo in una scatolina i calcoli renali che avevo appena fatto analizzare. Devono aver pensato che avessero un qualche valore".