Ruba in una casa nell’Aretino, poi si addormenta nel letto. Ladro svegliato dai carabinieri: “Ero stanco”
Si è introdotto di notte in una casa per svaligiarla, ha raccolto qualche oggetto e poi, probabilmente soddisfatto del lavoro, ha deciso di concedersi un meritato riposino. Peccato che il sonno sia durato più del previsto e che a svegliarlo, la mattina seguente, non siano stati i proprietari con la colazione, ma i carabinieri con le manette. È finito così, in modo decisamente poco brillante, il tentativo di furto di un 42enne rumeno a Coffia di Lonnano, piccolo borgo montano nel comune di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo.
Tutto è successo nella notte tra il 3 e il 4 novembre. L'uomo aveva preso di mira una seconda casa, disabitata in questo periodo dell'anno, approfittando dell'assenza dei proprietari e della tranquillità della zona. Dopo aver forzato un ingresso, era riuscito a entrare e a rovistare nelle stanze, portando via alcuni oggetti di scarso valore. A quel punto, anziché dileguarsi con il bottino, ha pensato che fosse arrivato il momento di fermarsi un po'. Ha scelto uno dei letti dell'abitazione e si è addormentato.
Una decisione che si è rivelata fatale per il suo piano. Il mattino seguente una delle poche residenti della zona ha notato qualcosa di sospetto e ha avvertito le forze dell'ordine. Quando i militari sono arrivati nell'abitazione, hanno trovato il ladro ancora profondamente addormentato. Per lui il risveglio è stato decisamente meno piacevole di quello che probabilmente si aspettava: arresto in flagranza e accompagnamento davanti all'autorità giudiziaria.
A rendere ancora più surreale la vicenda è stato il racconto fornito dal 42enne durante l'udienza di convalida del 5 novembre, davanti al giudice Michele Nisticò del tribunale di Arezzo. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Bernardo Albergotti, l'uomo ha spiegato di essere arrivato da Roma in treno, inizialmente alla ricerca di un lavoro come muratore. Poi, però, qualcosa sarebbe andato diversamente. "Ero stanco e anche un po' ubriaco dopo essermi scolato un fiasco di vino, faceva freddo", avrebbe raccontato, spiegando così la scelta di fermarsi a dormire prima di ripartire. Una pennichella che, a quanto pare, gli è costata parecchio.
Difeso dall'avvocato Stefano Arrighi, il 42enne ha offerto anche il ritratto di un ladro piuttosto singolare: un uomo che si sposta per cercare lavoro, ma che alla fine sarebbe tornato alla vecchia abitudine dei furti. Il giudice ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Resterà detenuto almeno fino al 25 novembre, quando dovrà comparire in tribunale per il processo per direttissima. Il colpo, insomma, non è andato esattamente come previsto: il bottino era modesto, ma il conto da pagare rischia di essere decisamente più salato.