Rovereto, rider picchiato dopo una consegna: “Ho perso i sensi e mi sono svegliato in ospedale”

Aveva appena consegnato un poké alla reception dell'ospedale di Rovereto e stava per riprendere il suo giro di consegne quando un giovane lo ha aggredito, causandogli un trauma cranico e contusioni a occhi, naso e bocca. "Ricordo ancora quei due minuti di botte e il risveglio in ospedale nel pomeriggio" ha raccontato Imran Talib, 24enne che lavora come rider a Rovereto. Nella giornata di sabato era uscito per il suo solito turno di lavoro quando si è trovato coinvolto in un acceso diverbio che poi è sfociato in un'aggressione fisica che gli è valsa un mese di prognosi.
"Un uomo ha iniziato ad insultarmi davanti a un bar – ha spiegato il rider al Corriere della Sera – era insieme a una donna e ha iniziato a dirmene di tutti i colori. Mi ha detto di tornarmene al mio Paese e altri insulti violentissimi. Io non ho reagito subito, ho solo detto di lasciarmi stare e di non insultarmi senza conoscermi". A quel punto, l'aggressore gli ha intimato di fermarsi e di raggiungerlo. Poco dopo, Irman ha ricevuto il primo pugno in pieno viso, all'altezza dell'occhio destro. "Il primo colpo mi ha fatto subito cadere dalla bicicletta, poi l'aggressore mi ha girato la testa verso di lui e ha continuato con altri colpi. Sono stati due minuti di pura follia".
Il 24enne è stato poi soccorso da alcuni passanti che hanno allertato i vigili urbani e i sanitari del 118. Il giovane è stato dimesso ieri intorno alle 8 prima di recarsi all'ospedale Santa Chiara di Trento per una visita di controllo. Il giovane vive in Italia dal 2016 e nei suoi primi cinque anni in Italia ha soggiornato prima in Friuli, dove lavorava in un'azienda colosso dell'acciaio, e poi in Lombardia, dove ha lavorato all'Esselunga di Pioltello-Limito. Nel 2022 il ragazzo si è trasferito a Rovereto, dove ha iniziato la professione di rider.
Sui fatti di sabato indaga ora la Procura. Nel frattempo, l'aggressore e la compagna sono stati individuati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. "Mi hanno chiesto di riconoscerlo tra cinque identikit – ha spiegato la vittima -. Non ho avuto dubbi e ho indicato chi fosse. L'ho riconosciuto subito". Il sindaco di Rovereto ha condannato il gesto nei giorni scorsi.