Rosario Zaccari morto per intossicazione da monossido, caldaia sequestrata: “Ipotesi malfunzionamento”

Sarà l'autopsia a chiarire le cause della morte del 67enne Rosario Zaccari, morto venerdì 2 gennaio all'ospedale Valdarnese della Gruccia, dove era stato ricoverato dopo una sospetta intossicazione da monossido di carbonio. L'accertamento è stato disposto dalla procura di Arezzo e dovrà verificare se i sospetti degli inquirenti siano o meno fondati: si teme infatti che nell'appartamento dove l'uomo viveva con la compagna a Montevarchi (Arezzo), ci sia stata una fuoriuscita di gas.
Sull'accaduto stanno indagando i carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno (Arezzo). Al momento l'ipotesi quella più accreditata è quella di un drammatico incidente riconducibile a un malfunzionamento dell'impianto della caldaia.
Le autorità hanno sequestrato il libretto e l'impianto del riscaldamento. In caso di esito positivo al test che dovrebbe accertare se vi sia stato o meno un malfunzionamento, potrebbero essere avviati ulteriori approfondimenti sulle responsabilità di installatore e costruttore dell'impianto.
Anche la compagna del 67enne è stata ricoverata in ospedale dopo le esalazioni, ma è stata dimessa nelle scorse ore. Le sue condizioni sono migliorate progressivamente e non è stato necessario il ricorso alla camera iperbarica. Gli accertamenti sull'impianto della caldaia, ora, dovranno accertare cosa sia accaduto nella notte tra 1 e 2 gennaio nell'abitazione di Zaccari e della compagna.
L'ipotesi è che potesse esservi un guasto nella caldaia o che la strumentazione in uso all'interno dell'appartamento fosse troppo vecchia. Possibili responsabilità saranno chiarite nelle prossime ore dagli investigatori grazie alle verifiche che sono ancora in corso sia sul luogo dell'incidente, sia con la raccolta di testimonianze ed esami sulla salma del 67enne, deceduto purtroppo in ospedale subito dopo il ricovero.