La procura regionale umbra della Corte dei Conti  ha deciso di chiarire tempi e metodi della ricostruzione post terremoto del 2016 avviando un fascicolo di indagine volto ad accertare eventuali danni alle case pubbliche per il mancato o tardivo avvio dei lavori di ricostruzione  in seguito al terremoto che ha colpito l'Umbria nel 2016. Si tratta di un inchiesta attualmente ancora in fase istruttoria e per questo condotta nel massimo riserbo dai giudici contabili ma i punti centrali dell'indagine, oltre alla mancata adozione del piano di ricostruzione, saranno l’omesso conferimento di incarichi tecnici per avviare i lavori e la mancanza di un piano di previsione sismica a causa di mappe sulla pericolosità sismica ancora non aggiornate nonostante siano passati tre anni dal terremoto del centro Italia.

Non è escluso che la corte dei Conti si sia mossa dopo le numerose sollecitazioni giunte da cittadini e comitati delle zone terremotate. Sui tempi titanici della ricostruzione infatti da tempo sulle istituzioni locali arrivano critiche e valutazioni negative, non solo dai cittadini ma dagli stessi giudici contabili. Alcuni mesi fa lo stesso procuratore generale umbro della Corte dei Conti, Antonio Giuseppone, poco prima dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile, si era detto "preoccupato per i ritardi nella ricostruzione, che stenta a decollare", sottolineando che il ritardo cominciava ad assumere “una dimensione sempre meno giustificabile”.

“Dal nostro punto di vista, finché i soldi non vengono spesi un danno erariale non si configura" aveva precisato Giuseppone, aggiungendo: "Mi auguro però che la ricostruzione possa partire in tempi rapidi e che tutto proceda rispettando le regole. Auspico di non trovare mai situazioni tali da determinare un danno per l’erario". Qualcosa nel frattempo deve essere cambiato aumentando le preoccupazioni dei giudici che hanno deciso di avviare un fascicolo di indagine