“Ridevo al telefono, loro mi hanno seguito e sfregiato”: Domenico denuncia aggressione omofoba a Genova

Poche ore dopo essere stato aggredito in strada a Genova, Domenico, ballerino 19enne, ha deciso di affidare ai social la paura e lo sconforto per quanto accaduto all'uscita di una discoteca della città. Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, Domenico è uscito da una discoteca della zona Sampierdarena per prendere l'autobus e tornare a casa quando si è imbattuto in 4 ragazzi che hanno prima iniziato a deriderlo con insulti omofobi per poi aggredirlo con un coltello.
"Il tutto è successo più o meno alle 5 del mattino, non c'era molta gente in strada – ha raccontato il ragazzo in un'intervista a Fanpage.it dopo aver ricordato gli attimi terribili in un video-denuncia pubblicato su TikTok – Io sono uscito dal locale e mi sono avvicinato alla fermata dell'autobus come faccio sempre. Solitamente mi sento abbastanza sicuro, ma quella sera ho capito in fretta che c'era qualcosa di diverso, infatti ho subito telefonato alla mia amica".
"Parlando con lei avevo distolto l'attenzione dal pericolo, ma in realtà quei ragazzi non hanno mai smesso di ridere, di osservarmi e di commentare qualsiasi cosa io facessi. Quando ho riso un po' più forte in videochiamata con la mia amica, loro sono scattati. Io non volevo problemi, mi sono alzato e ho deciso di tornare a casa a piedi, ma purtroppo uno di loro mi ha seguito".
Il 19enne ha avuto il tempo di percorrere un breve tratto di strada a piedi: l'aggressore, che non ha mai smesso di seguirlo e di insultarlo, lo ha presto afferrato per il cappuccio del giubbotto, costringendolo a voltarsi e sfregiandogli il viso con un coltellino. "Per fortuna in quel preciso istante è passato l'autobus. Il conducente è stato gentilissimo, mi ha aiutato a calmarmi e mi ha riaccompagnato a casa. Non sono andato in pronto soccorso perché le ferite erano superficiali, ma il giorno dopo sono andato a fare denuncia contro ignoti".
La fermata dell'autobus della zona, però, sarebbe sprovvista di telecamere di videosorveglianza. "I carabinieri sono stati molto gentili, mi hanno detto che avrebbero rafforzato i controlli e che avrebbero fatto altri accertamenti. Nei giorni successivi mi è capitato di passare da quelle parti e ho visto una maggiore presenza delle forze dell'ordine, segno che la mia denuncia in qualche modo è stata ascoltata. Purtroppo ora è difficile trovare quei ragazzi, ma vorrei che altri giovani come me potessero sentirsi tutelati mentre tornano a casa. Se quello che è successo a me può almeno servire a questo, sono contento".
"Subito dopo l'aggressione non ho voluto vedere un medico o andare a denunciare. So che era la cosa giusta, ma non ne ho avuto la forza. – ricorda – Volevo solo chiudermi in casa e non vedere nessuno. Alla fine mi sono fatto coraggio e ci sono andato il giorno dopo. "I miei coinquilini non c'erano perché molti erano ancora a casa dalle famiglie per Natale, però nei giorni seguenti hanno cercato di starmi vicino. Inizialmente non volevo registrare quel TikTok di denuncia, ma poi ho pensato a quanti altre persone vivono queste cose e al fatto che è giusto che si parli dell'intolleranza crescente che c'è nella nostra società. Ho preso il telefono e ho premuto play anche se temevo quasi che quei ragazzi potessero riconoscermi e venire a cercarmi. Sono stato piacevolmente colpito dall'affetto che ho ricevuto dalle persone".
"La cosa peggiore è che i ragazzi che mi hanno insultato e poi aggredito avevano probabilmente la mia età, forse intorno ai 18 o i 19 anni. Questa violenza mi è successa alla fine di un periodo molto buio della mia vita, diciamo che è stato facile tornare a buttarmi giù. La mia famiglia vive a Caserta e voleva partire per raggiungermi a Genova. Ho rassicurato tutti perché è vero, mi sentivo solo e spaventato, ma non avrei mai voluto dare alla mia famiglia questo peso. Per fortuna ho ricevuto tanto supporto online e le telefonate dei miei cari e dei miei coinquilini",
"Piano piano mi riprenderò – ha continuato Domenico – anche perché presto dovrò tornare in Accademia dove studio danza e devo essere concentrato. Mi dispiace di non aver reagito agli insulti di quei ragazzi e alla loro violenza, mi sono ritrovato paralizzato. Il video messo sui social per me è stato anche un modo di rispondere a quell'aggressione. È brutto da dire, ma da oggi in avanti cercherò di non tornare più da solo a casa. Non trovo giusto che nel 2026 bisogna aver paura di una cosa del genere, anche perché non ho ‘cercato guai' o fatto nulla di sbagliato".