Doveva essere il giorno del dolore e della commozione per l’ultimo saluto a un ragazzino di soli 17 anni morto tragicamente dopo essere stato investito in strada ma i funerali dell’adolescente si erano trasformati in violenza contro la polizia a Palermo quando alcuni agenti erano intervenuti per far rispettare le norme anticovid in vigore anche per le funzioni religiose. Per questi fatti, che risalgono al 23 giugno scorso, in tre adesso sono stati raggiunti da una misura cautelare disposta dalla magistratura palermitana tra cui un arresto. I poliziotti del commissariato Zisa-Borgo Nuovo hanno notificato questa mattina un ordine di arresti domiciliari per un 24enne e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un 29enne e un 23enne.

I tre giovani, in concorso tra loro e con altri soggetti, sono accusati di aver aggredito e sequestrato tre poliziotti durante il funerale del 17enne Agostino Cardovino solo perché gli agenti avevano tentato di sequestrare alcuni fuochi di artificio che loro intendevano sparare all’uscita del feretro dalla chiesa. Altre 5 persone risultano indagate per lo stesso motivo. Come sottolinea il Gip nell’ordinanza il gruppo ha accerchiato e colpitogli agenti con calci e spintoni causando loro anche ferite prima di spingerli e rinchiuderli in una scuola vicina per circa 15 minuti. Episodi che, secondo il giudice, sono aggravati dal fatto che di aver commesso i crimini “al fine di eseguirne un altro”.

Numerose le minacce nei confronti dei pubblici ufficiali accusati di avere rovinato il funerale accorciando il percorso del feretro per evitare assembranti e di aver sequestrato i fuochi pirotecnici.  "Dovete morire, dovete buttare il sangue, se non ci andate a prendere i fuochi e ce li date, vi ammazziamo sbirri di merda" sono solo alcune degli insulti e delle minacce rivolte ai poliziotti che non ha raccolto la provocazione attendendo i rinforzi di fronte ai quali i violenti si sono dati alla fuga.