I contagi di Coronavirus in Italia sono in calo, pur rimanendo un numero molto elevato, secondo un trend che si è andato rafforzando nelle ultime settimane, in particolare nelle regioni che sono state zona rossa e che registrano la diminuzione più sensibile. E' quanto emerge dal bollettino di oggi, martedì 1 dicembre, sull'emergenza Covid-19 nel nostro Paese, spiegato da Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute nel corso della conferenza stampa congiunta con Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di Sanità. "Oggi abbiamo 19.350 positivi, in aumento rispetto a ieri ma 180mila tamponi contro i 130mila di ieri. Rispetto a una o due settimane fa la situazione è in miglioramento. Non vuol dire però che sia di tutta tranquillità, tutt'altro".

Secondo Rezza, "abbiamo incidenze ancora elevate, con un Rt che scende. Rispetto al numero di tamponi il tasso di positività è di poco al di sopra del 10%. Percentuale che tende ad abbassarsi ma ancora abbastanza critica". Per altro, sono ancora molti i decessi: 785 nelle ultime 24 ore. Proprio sul numero dei morti, l'esperto ha sottolineato come questo indicatore resterà elevato ancora a lungo, perché il decesso si verifica in genere un mese dopo la comparsa dei sintomi. "Il primo indicatore a salire è l'indice Rt, di trasmissibilità del contagio, seguito dall'incidenza e dai decessi – ha aggiunto Rezza -. Ora, se l'Rt è anche il primo a calare, come abbiamo visto con l'ultimo monitoraggio settimanale, l'incidenza resta ancora elevata, così come i ricoveri in terapia intensiva e quindi anche le vittime". Per quanto riguarda i dati regionali, Rezza ha sottolineato come la tendenza alla diminuzione delle infezioni sia visibile soprattutto in Lombardia e Piemonte, che sono passate nei giorni scorsi dalla zona rossa a quella arancione, segno che le misure restrittive adottate hanno funzionato. "Restano alti i dati di Sicilia e Puglia, dovremo aspettare", ha concluso.