Raffaele Miele muore a 36 anni a Torino dopo il trapianto di cuore, l’avvocato: “L’intervento è durato troppo”
Il 36enne Raffaele Miele è morto giovedì primo ottobre all'ospedale Molinette di Torino a seguito dell'operazione per il trapianto di cuore. A seguito del decesso la Procura ha aperto un'inchiesta coordinata dal pm Giorgio Nicola con l'ipotesi di omicidio colposo.
Per il momento non ci sono indagati, ma l'indagine è appena all'inizio. Domani, mercoledì 7 ottobre, si terrà l'autopsia.
L'avvocato: "Operazione durata 12 ore, un po' troppo"
Raggiunto da Fanpage.it, l'ospedale Molinette di Torino fa sapere di non voler rilasciare dichiarazioni in questo momento. Anche Francesco Petruzzi, l'avvocato nominato dalla famiglia del 36enne, si mantiene cauto: "Aspettiamo i primi rilievi dell'autopsia per avere maggiori elementi", dice al nostro giornale. E aggiunge: "L'operazione è durata 12 ore, è un po' tanto, un po' troppo. Qualcosa c'è stato".
Petruzzi sottolinea anche il possibile cortocircuito comunicativo tra i medici e familiari in attesa fuori dalla sala operatoria: "Si è verificato un sanguinamento e l'hanno dovuto rioperare. Prima hanno detto che il cuore era ripartito, e poi che non lo era. Non è proprio l'ideale. Qualcosa c'è stato dato che prima hanno detto una cosa, e poi un'altra".
Non è la prima volta che Petruzzi, avvocato del Foro di Napoli, si occupa di un caso del genere. Si tratta dello stesso avvocato che sta seguendo la famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto all'ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore.
Domani l'autopsia: presente anche il perito di parte
Miele soffriva di cardiomiopatia dilatativa ed era da tre anni in lista d'attesa per un trapianto. L'intervento però non è andato nel migliore dei modi e la famiglia ha voluto vederci chiaro, sporgendo denuncia e avviando così l'acquisizione delle cartelle cliniche da parte della Procura.
Ad assistere all'autopsia, in qualità di perito di parte nominato dalla famiglia, sarà il medico legale Luca Scognamiglio.