Il Covid non uccide ovunque allo stesso modo neanche all’interno di uno stesso Paese, a confermarlo è uno studio elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica in base ai dati sulla mortalità nelle diverse regioni italiane ma anche nei diversi Paesi europei. Per quanto riguarda l’Italia, i dati confermano una estrema variabilità nella intensità e nella letalità di Sars-Cov2 rappresentata da differenze di quasi 5 volte tra Regioni in Italia. Se la mortalità media a livello nazionale si attesta al 3,5%, infatti si passa da un massimo del 5,4% dei positivi in Lombardia a un minimo dell’1,3% in Campania.

Le Regioni più colpite dal covid-19 sono quelle del nord

"Tali evidenze dovranno essere analizzate e comprese dalla scienza medica e dagli esperti di organizzazione dei Sistemi Sanitari, poiché le differenze riscontrate non sono attribuibili solo alla fragilità della popolazione anziana, quella più colpita dal virus" sottolineano i ricercatori. Analizzando i dati dall’inizio della pandemia fino al 14 dicembre, emerge come ad essere colpite maggiormente siano le regioni del nord dove la prima ondata ha causato un numero di decessi decisamente elevato. In particolare degli oltre 65mila decessi covid il 36,7% sono avvenuti in Lombardia, l’11,0% in Piemonte e il 10,2% in Emilia-Romagna.

“La prima fase della pandemia ha interessato sostanzialmente solo una parte del nostro Paese, il Centro-Nord. La seconda fase, invece, a causa degli spostamenti legati alle vacanze estive, si è sviluppata su tutto il territorio, continuando però a evidenziare significative differenze tra Regioni, soprattutto rispetto al numero di decessi per Covid-19” spiega il report. Anche tenendo in considerazione solo il periodo ottobre-dicembre, in particolare sui dati dal 12 ottobre al 6 dicembre, infatti si conferma che i livelli di mortalità per Covid-19 nelle Regioni variano sensibilmente e anzi sono aumentati ulteriormente negli ultimi due mesi dell’anno.

La mortalità covid nelle regioni italiane

Nel dettaglio, tra le regioni più colpite nella seconda ondata c’è la Valle d’Aosta che ha il tasso di decessi Covid-19 più alto in assoluto: 3,11 ogni 10.000 abitanti, a fronte di un tasso di nuovi contagi pari a 150,4 per 10.000 abitanti. Il dato sui decessi è particolarmente elevato se lo si confronta con quello di Bolzano dove un numero analogo di contagi, 151,7 per 10.000 abitanti, si ha una incidenza di decessi pari all’1,94 ogni 10.000 abitanti. L’elevato livello della mortalità si registra anche in Friuli Venezia Giulia dove, a fronte di una incidenza dell’82,0 ogni 10.000 abitanti, si osserva un tasso di decessi pari a 2,82 per 10.000. Rapporto tra decessi e numero di contagi elevato se confrontato con quello del Veneto, 88,5 contagi ogni 10.000 abitanti e 1,87 decessi per 10.000 abitanti, e con quello della Toscana, 85,3 contagi e 1,51 decessi ogni 10.000 abitanti.

All’estremo opposto del grafico traviamo molte regioni del centro sud. Durante il periodo considerato, Calabria (33,41 contagi e 0,47 decessi per 10.000 abitanti), Marche (51,4 e 0,86), Lazio (62,78 e 0,95) e Umbria (77,59 e 1,25) sono le Regioni che hanno il rapporto più basso tra decessi e contagi, a cui si aggiunge la Campania (85,3 contagi e 1,1 decessi per 10.000 abitanti) che però ha il livello di contagi più elevato della media nazionale.

I Paesi europei più colpiti dalla pandemia

“L’Italia, come abbiamo visto, ha una elevata letalità, a fronte di un tasso di contagi che ci colloca nella fascia centrale della graduatoria europea. Dai dati sappiamo che i decessi sono avvenuti soprattutto tra gli anziani e il nostro Paese, a livello europeo, è primo per quota di anziani, ma questo spiega solo in parte tale mortalità” spiegando che gli studiosi, ricordando che la variabilità osservata nel nostro Paese si riscontra anche tra i Paesi europei. Tra questi ultimi  Il numero più elevato di contagi in rapporto a 10.000 residenti si registra in Lussemburgo (626,8), seguito dalla Repubblica Cecoslovacca (522,9) e Belgio (519,0). I meno colpiti dalla pandemia sono invece la Finlandia (51,2), la Grecia (110,1) e la Lettonia (115,1). La mortalità più alta infine si riscontra in Belgio (15,3), Italia (10,15) e Spagna (9,9), mentre Finlandia (0,8), Cipro (0,8) ed Estonia (1,0) sono i Paesi meno colpiti.