Manca ormai solo l'ufficialità, ma la proroga delle misure di contenimento del nuovo Coronavirus per altre tre settimane a partire dal 14 aprile è ormai decisa. Il lockdown nel Paese durerà fino al 3 maggio prossimo per "non vanificare i sacrifici fatti finora", come ha sottolineato il premier Giuseppe Conte, il quale nelle prossime ore potrebbe già firmare il nuovo decreto. D'altronde il comitato tecnico-scientifico che affianca il governo in questo periodo difficile era stato chiaro: riaprire ora, nonostante la curva dei contagi si stia stabilizzando e l'indice di contagiosità sia inferiore ad uno, sarebbe troppo rischioso, anche e soprattutto per scongiurare una eventuale seconda ondata dell'epidemia. In altre parole, non è ancora tempo dell'ormai famosa fase 2. Tuttavia, l'esecutivo ha in mente di concedere qualche cauta apertura dal valore simbolico, un primissimo step per tornare alla normalità.

Così, potranno ripartire dal 14 aprile, subito dopo le festività pasquali, librerie e cartolerie, ma anche le aziende che fabbricano macchine agricole, quelle che essiccano o lavorano il legno e le imprese di silvicoltura e, forse, i negozi di abbigliamento per neonati. Niente da fare ancora per gli altri, che dovranno ancora restare a casa. D'altronde il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia era stato chiaro in un messaggio inviato nei giorni scorsi a Confindustria:  "Il governo ha le idee chiare: dobbiamo mettere in sicurezza la salute degli italiani. Con la salute a rischio, non c'è economia". La decisione sarebbe stata presa nella giornata di ieri, giovedì 9 aprile, dopo gli incontri in videoconferenza che il presidente del Consiglio ha avuto con parti sociali, sindacati e Confindustria e a seguire con le Regioni e i Comuni. In particolare, si sarebbe anche pensato ad un meccanismo che consentirà ai prefetti e ai presidenti di Regione di valutare riaperture scaglionate a seconda delle curve epidemiologiche del territorio, come riporta il Corriere della Sera. Massima attenzione da parte degli esperti e dei decisori politici al calendario, con l'obiettivo di prolungare il lockdown fino alla fine del mese per scongiurare eventuali "liberalizzazioni" durante le feste del 25 aprile e del 1 maggio. Anche per questo il nuovo decreto imporrebbe il mantenimento del blocco fino al 3 maggio.