Progettava strage a scuola, la mamma del 17enne arrestato: “È anche colpa mia, dovevo controllarlo sui social”

"Mi do delle colpe perché non l’ho controllato bene sui social, gli chiedevo cosa faceva e mi fidavo di lui". A parlare è la mamma del 17enne arrestato a Perugia nella mattinata di lunedì 30 marzo.
Il minore è accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Secondo quanto è stato ricostruito dalle indagini, il 17enne avrebbe espresso la volontà di compiere una strage in un liceo di Pescara.
"Mio figlio non è un violento, rimarrò accanto a lui. – lo difende la donna in un'intervista pubblicata oggi su La Repubblica – Non accetto quello che ha fatto, si è rovinato il futuro per ideali che sono certa non sono i suoi". Già a luglio scorso i Carabinieri erano entrati nell'abitazione.
Lunedì mattina i militari "sono piombati alle 6 con i cani molecolari per cercare l’esplosivo, non c’era niente. Mio figlio ha trattenuto le lacrime, come me. È rimasto in camera durante la perquisizione. In estate mi aveva detto: “Mamma, vedrai che mi arrestano”. Ed è successo".
Altri minorenni sono ora indagati tra Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo dopo una serie di perquisizioni. Secondo gli investigatori, sarebbe inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale composto da gruppi e canali di matrice neonazista e suprematista.
La donna si è detta all'oscuro di tutto: "Non immaginavo tutto quello che ho letto". Il figlio le avrebbe raccontato di aver "scritto cose bruttissime", di aver "fatto finta di essere uno di loro perché aveva paura che gli facessero del male".
La madre ha detto di avergli chiesto se davvero avrebbe sparato ad altri ragazzi. “Mamma, no, mai. Era curiosità”, ha risposto il ragazzo.
"Quando Andrea si nascondeva in cameretta col telefonino, cercavo di indagare. – ha spiegato ancora – Lui si arrabbiava, mi diceva che interrompevo i suoi video. L’anno prima che entrasse in quei gruppi, mi parlava di CasaPound. Mi aveva chiesto di andare alle manifestazioni. Gliel’ho vietato".
La madre lo ha descritto come un ragazzo "sempre al fianco dei più fragili", ha detto che non sarebbe stato in grado di fare le cose emerse dalle indagini degli investigatori: "Non è capace di far male nemmeno a un uccellino".
E aggiunge: "So che ha inserito dei manuali per costruire delle bombe, guide per anarchici e anche guide per preparare un colpo di Stato. Sono rimasta senza parole. Non ci credo, continuo a dirlo".

Il 17enne e sua madre si sono trasferiti lo scorso settembre, dove il ragazzo frequenta l'indirizzo di Scienze umane in un liceo della provincia. La donna ricorda che a Pescara, la loro città d'origine, il figlio avrebbe subito atti di bullismo: "È robusto e qualcuno gli diceva: ‘Ciccione di m….'. Penso ci soffra".
Il figlio in rete avrebbe avuto anche manifestato odio verso le donne. "Non lo accetto perché proprio nella mia famiglia abbiamo subito violenza e ho cresciuto Andrea nel rispetto delle donne. Anche il mio divorzio nasce da atti di prevaricazione, lui l’ha vissuto. Certo, non ha avuto un bell’esempio", ha spiegato ancora la madre.
Quando le viene chiesto: "Suo figlio si è pentito?", lei risponde: "Mi ha detto di sì e che ha vissuto nella paura in questi mesi perché aveva compreso che ormai era nei guai. ‘Ho fatto una cosa grave', mi ha detto e adesso non c’è più soluzione. Ci siamo lasciati guardandoci negli occhi. Spero che questo incubo finisca presto".
