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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi
27 Luglio 2015
20:30

Processo Sarah Scazzi: confermati in appello ergastoli per Sabrina e Cosima

Carcere a vita per Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. Per zio Michele Misseri confermati otto anni di reclusione.
A cura di Susanna Picone
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Delitto di Avetrana: l'omicidio di Sarah Scazzi

AGGIORNAMENTO ORE 21.45 – Avvocato famiglia Scazzi: "Contenti, ma non c'è nulla da esultare" – Siamo soddisfatti dal punto di vista processuale, ma non c'è da esultare di fronte ad una sentenza di questo tipo, ad un ergastolo". Così Luigi Palmieri, avvocato della famiglia Scazzi al microfono di Isabella Romano per Rainews24. "Avevamo la sensazione che sarebbe andata a finire così. Siamo convinti dell'innocenza delle due imputate condannate all'ergastolo e speriamo davvero di trovare a Roma un giudice terzo". Lo ha dichiarato ai giornalisti l'avvocato Luigi De Iaco, co-difensore di Cosima Serrano. "Speravamo in esito diverso. La conferma dell'ergastolo era un pericolo, un opzione. Appelleremo la sentenza e' in ogni caso sapevano che ci sarebbe stato un terzo grado di giudizio" ha dichiarato l'avvocato Nicola Marseglia, co-difensore di Sabrina Misseri.

AGGIORNAMENTO ORE 21.35 – Urla e insulti contro Michele Misseri: "Assassino" – Urla dai balconi di un edificio che si affaccia sull'immobile che ospita la Corte d'assise d'appello di Taranto si sono innalzate contro Michele Misseri. L'agricoltore non ha fatto dichiarazioni e, scortato dalla Polizia, ha lasciato l'aula subito dopo la lettura della sentenza. "Siamo soddisfatti della sentenza perche' ha retto l'impianto accusatorio. È chiaro che non si esulta quando ci sono gli ergastoli". Lo ha detto il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Taranto Ciro Saltalamacchia commentando la sentenza di secondo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi.

AGGIORNAMENTO ORE 21.00 – Confermati 8 anni di reclusione per ‘zio Michele' – La Corte d'assise d'appello di Taranto ha confermato la condanna a otto anni di reclusione per Michele Misseri, marito di Cosima Serrano e padre di Sabrina, per concorso in soppressione di cadavere.

AGGIORNAMENTO ORE 20.35 – Omicidio Sarah Scazzi, confermati ergastoli per Cosima Serrano e Sabrina Misseri La Corte d'assise di appello di Taranto ha confermato la condanna all'ergastolo nei confronti di Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri per l'omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. La sentenza è stata emessa dopo tre giorni di camera di consiglio confermati dalla corte di assise di appello di Taranto anche gli 8 anni di carcere per Michele Misseri, lo zio della piccola Sarah, accusato di soppressione del cadavere della nipote. Alla lettura della sentenza Sabrina è scoppiata in lacrime, Cosima, sua madre, è rimasta impassibile.

La Corte d’Assise d’Appello si era ritirata in camera di Consiglio venerdì scorso in seguito all’ultima udienza del processo. Presieduta da Rosa Patrizia Sinisi e composta da un altro giudice togato a latere e da 12 giudici popolari ha emesso la sentenza poco dopo le otto e trenta di sera. In questo secondo processo Sabrina Misseri e Cosima Serrano, le due imputate principali che condividono una cella dal maggio del 2011, hanno entrambe parlato davanti ai giudici. Cosima Serrano, zia della vittima, che in primo grado si era avvalsa della facoltà di non rispondere lo scorso febbraio ha parlato per oltre un’ora ribadendo la sua innocenza e difendendo anche sua figlia Sabrina. “Sono passati 2015 anni – disse la Serrano rivolgendosi alla Corte – e Gesù venne condannato dal popolo. Se allora tutti vogliono che siamo condannate…Oggi tutti i giorni vengono condannati degli innocenti”. Lo scorso giugno anche Sabrina Misseri ha provato a parlare dinanzi ai giudici ma le sue dichiarazioni spontanee sono state subito interrotte dalle lacrime. “Non l’ho uccisa, so io quanto sono addolorata”, disse solo la cugina di Sarah Scazzi.

Sabrina Misseri e Cosima Serrano condannate in primo grado

In primo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono state condannate all'ergastolo per omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere mentre a otto anni di reclusione è stato condannato Michele Misseri, marito di Cosima e papà di Sabrina, ritenuto colpevole di soppressione di cadavere. In appello, il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro ha chiesto la conferma della condanna all'ergastolo per Sabrina e Cosima. Secondo la difesa, invece, a uccidere Sarah sarebbe stato lo zio Michele. Anche nel corso dell'ultima udienza del processo il difensore di Sabrina Misseri Nicola Marseglia ha tentato di convincere la Corte dell’innocenza della giovane. Contestando la responsabilità di Sabrina per il delitto, ha detto: “Non c'è questa prova. Ve la volete inventare? Inventatevela”.

Sentenza Sarah Scazzi, le ultime notizie

I giudici di secondo grado sono chiamati a decidere anche su altri cinque imputati che hanno proposto appello: Carmine Misseri, fratello di Michele, l'avvocato Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina, Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro, accusati di favoreggiamento personale. Nel processo di primo grado era stato condannato anche Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, poi scomparso il 7 aprile 2014.

Le tappe dell'omicidio Sarah Scazzi

La tragica vicenda si è sviluppata nel corso di poco più d'un mese, 42 giorni per la precisione: Sarah Scazzi scompare nel nulla ad Avetrana, piccolo centro rurale in provincia di Taranto, tra le 13.45 e le 14.30 del 26 agosto 2010. La ragazzina di 15 anni sarebbe dovuta andare al mare con la cugina Sabrina Misseri. Ma di lei, nessuna traccia prima dell'arrivo a casa della cugina Alcuni testimoni diranno di averla vista camminare da casa alla dalla villetta in via Deledda, casa Misseri. Su Facebook qualche giorno dopo inizia il tam-tam per tentare di cercarla; qualcuno pensa a un rapimento, l'ipotesi si fa largo tra gli investigatori. Fino a settembre, ne parla perfino l'allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano, è un continuo dramma. Di Sarah nessuna traccia. Il 29 settembre Michele Misseri, zio di Sarah e padre di Sabrina, riferisce di aver trovato il cellulare della ragazza in un campo; il giorno dopo la cugina Sabrina viene ascoltata a lungo dagli inquirenti. Ad ottobre qualcosa si muove e il lavoro degli investigatori comincia a dare frutti. Spuntano storie di dissidi tra Sarah e la cugina Sabrina.

È il 6 ottobre quando dopo un interrogatorio fiume Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi confessa di averla uccisa e seppellita nelle campagne di Avetrana. I resti mortali della ragazza di 15 anni vengono individuati in un pozzo-cisterna in contrada Mosca, nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010. Michele Misseri si accusa del delitto, dicendo di aver strangolato la nipote in garage. E poi, una serie continua e contraddittoria di dichiarazioni: il 15 ottobre dice di averla ammazzata ‘in correità' con Sabrina, che viene arrestata, e il 5 novembre la accusa di aver ucciso Sarah, confermando questo nel successivo incidente probatorio. Alla fine del 2010 Michele Misseri torna in varie forme ad accusarsi del delitto, ma gli investigatori non credono alle sue diverse versioni e nel frattempo raccolgono indizi anche sulla moglie dell'agricoltore e madre di Sabrina, Cosima Serrano, che viene arrestata il 26 maggio 2011, accusata di concorso in omicidio e sequestro di persona.

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