Rogério Paulo Pinto de Sá Gaspar, direttore del dipartimento di regolamentazione e prequalificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato chiarissimo: "Al momento non ci sono legami tra trombosi e vaccino AstraZeneca". Eppure il sospetto sembra essersi instillato nella popolazione, come testimonia anche il professor Fabrizio Pregliasco, attuale Direttore Sanitario dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, che intervistato da Fanpage.it ha esordito con un aneddoto: "Oggi ho cercato di convincere due signore di 79 anni alle quali, forse, era stato pianificato un vaccino AstraZeneca. Entrambe hanno rinunciato".

Lo scienziato ha poi ricordato come fin dall'inizio quello di AstraZeneca fosse stato un percorso più accidentato: "I primi dati, pubblicati mesi fa, sembravano rilevare un'efficacia inferiore rispetto agli altri vaccino. In realtà, però, l'efficacia sulla malattia grave è perfettamente comparabile con gli altri farmaci in circolazione". Pregliasco ha aggiunto come l'Ema avesse dato l'ok ad AstraZeneca dai 18 anni in poi, ma come gli ultimi dubbi sulla sicurezza riguardino proprio donne di giovane età: "Vedremo quindi cosa deciderà domani l'Ema, ma la buona notizia in questa storia è la grande attenzione da parte degli enti regolatori che vogliono effettuare un approfondimento e delle precisazioni sulla scheda tecnica".

Preglisco ha ricordato che questi ulteriori studi sono assolutamente normali in fase 4, quella di farmacovigilanza su larga scala nella quale, su grandi numeri, "è possibile osservare eventi molto rari, perché parliamo comunque di poche decine di casi sospetti su milioni di vaccinati con AstraZeneca. Il 100% della sicurezza è impossibile con ogni atto medico, anche quello chirurgico e non solo farmacologico". Per Pregliasco quello che sta accadendo rischia di compromettere la fiducia nei vaccini, in particolare nei confronti di quello anglo-svedese.