Prato, agente spara a detenuto nel pronto soccorso. L’avvocato: “È intervenuto su richiesta del collega”
La Procura in queste ore sta ricostruendo il contesto e le motivazioni che hanno portato un giovane agente della penitenzia a sparare tre colpi contro un detenuto 22enne all'interno del pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano di Prato.
Sul posto, nel pomeriggio del 16 agosto, c'erano due agenti della penitenziaria che stavano accompagnando il detenuto perché si era fatto male cadendo durante l’arresto avvenuto poco prima davanti al carcere di Prato. Una volta giunti al pronto soccorso, però, è avvenuta una colluttazione al termine della quale il detenuto è stato raggiunto da tre colpi.
A fare fuoco è un giovane agente originario del Beneventano, in servizio da appena 18 mesi. Insieme a lui sul posto, come mostra il video delle telecamere di sorveglianza del Santo Stefano c'è anche un collega più anziano. Quest'ultimo, secondo quanto riportato dalle pagine fiorentine del Corriere, avrebbe detto davanti ai magistrati che lui "non avrebbe mai fatto fuoco".
Dichiarazioni ritenute non credibili da Giuseppe Vittorio Fucci, co-difensore insieme a Vittorio Luigi Fucci del giovane agente indagato per tentato omicidio. "Nutro i miei dubbi che siano state queste le espressioni utilizzate, anche perché, sulla base di quanto mi viene riferito, il mio assistito ha agito a seguito di una richiesta di aiuto fatta proprio dal collega a cui si attribuiscono queste frasi", dice il legale a Fanpage.it.
"Tentato omicidio? Accusa infondata"
"Il mio assistito si trova in una situazione più grande di lui, inaspettata. Tutte cose che non immaginavo fino a un minuto prima", continua Fucci.
Il giovane agente della penitenziaria è indagato per tentato omicidio, un capo d'imputazione che, secondo il suo difensore non sarebbe supportato dai fatti. "Mi sembra un'accusa infondata. Per me siamo nel campo dell'uso legittimo delle armi. In estremo subordine potrebbero configurarsi l’eccesso colposo o le lesioni personali, ma quella era oggettivamente una situazione di pericolo personale, perché anche l'agente è un essere umano, e di incolumità pubblica".
E aggiunge: "I primi due colpi vengono sparati non in direzione del soggetto, e il terzo viene sparato colpendolo nella parte bassa del corpo, all'altezza del polpaccio, che non è una parte vitale, quindi non ci sono presupposti per il tentato omicidio".
E sullo scarico di responsabilità attribuito al collega Fucci è categorico: "Sono notizie ai limiti dell'attendibilità. Nella colluttazione con il fuggitivo che cercava di scappare, quest'ultimo ha fratturato una mano all'agente più anziano, e da qui il mio assistito è intervenuto per dare supportarlo".
Il video e gli spari al pronto soccorso di Prato
Secondo la ricostruzione della difesa del giovane indagato, il video girato nel pronto soccorso non mostra il detenuto mentre cerca di scappare da un'aggressione, ma nell'atto di evadere. "Come apprendiamo da fonti stampa – dice Fucci – la fotocellula del pronto soccorso gli avrebbe permesso di fuggire. Non scappa perché qualcuno vuole fare del male, è un tentativo di evasione".
E aggiunge: "Il video in cui si vedono gli spari è parziale, è decontestualizzato rispetto a quello che succede. È questo è il problema".
