Portogruaro, trappola al rider per rubargli pizza e bibite: “Minacciato con il coltello per 20 euro”

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A Portogruaro (Venezia) un rider di Deliveroo è stato attirato con una falsa ordinazione e minacciato da un gruppo di giovani che lo hanno derubato.

È stato attirato in una trappola per essere rapinato dell'ordine che stava trasportando e dei 20 euro che aveva con sé. È la disavventura capitata sabato sera, intorno alle ore 21, a un rider di Portogruaro, nel Veneziano.

Tutto comincia quando l'uomo riceve un'ordinazione attraverso l'app per la quale lavora come rider. Un ordine come tanti di sabato sera: pizza e bibite per un gruppo di quattro persone. Niente di strano. Prende il cibo dal locale e si presenta all'indirizzo di consegna. Qui però ha una brutta sorpresa: il civico inserito sembra sbagliato, e quindi contatta i clienti per sapere dove consegnare l'ordine. Attraverso la chat dell'applicazione gli viene indicato un punto generico corrispondente al sagrato della chiesa Beata Maria Vergine Regina. E qui si consuma la rapina, come riporta Il Gazzettino.

"Quando sono arrivato, il gruppo composto da quattro giovani mi ha accerchiato – racconta il rider al giornale – Mi hanno minacciato riferendomi di avere con sé un coltello e pretendendo che consegnassi la merce. Non ho potuto far altro che lasciare loro pizze e bibite".

Allo scopo di evitare il peggio, l'uomo consegna alla banda la merce, del valore di circa venti euro. Si tratta di soldi che sarà il rider a perdere, come spiega lui stesso: "Non è tanto per i venti euro, anche se per noi rappresentano una parte importante del lavoro della giornata, ma non è giusto venire rapinati mentre si sta lavorando".

Dopo la rapina l'uomo si è rivolto alle forze dell'ordine per presentare regolare denuncia. Lo spavento è stato tanto, così come l'amarezza per un lavoro in cui esistono poche tutele e i rischi sono molto alti, dato che chi fa le consegne si trova per strada a ogni ora del giorno e della notte.

Nonostante le proteste di questi anni, i rider continuano a essere considerati lavoratori a cottimo. Anche quando lavorano in maniera stabile per le più popolari piattaforme online, non vengono considerati dipendenti, e quindi non hanno diritto alle tutele che normalmente spetterebbero ai lavoratori.

A questa situazione fatta di paghe basse e lavoro grigio, si aggiunge il tema della sicurezza. Nella stessa Portogruaro, venerdì, un altro rider era stato attirato in una trappola simile, con la scusa, questa volta, di portargli via l'auto.

Non è la prima volta che accade. A Fanpage.it, un rider pakistano che lavora nel Nord Italia aveva raccontato di essere stato oggetto di insulti razzisti e di un'aggressione proprio durante una consegna.

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