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Scomparsa Daniela Ruggi

Poco prima della scomparsa Daniela Ruggi acquistò un test di gravidanza

Poco prima di sparire, nel settembre del 2024, Daniela Ruggi ha acquistato un test di gravidanza in farmacia. L’acquisto accende ora i riflettori su possibili frequentazioni a rischio della 32enne. In passato, infatti, come lei stessa raccontava, più persone avevano approfittato della sua fragilità psichica.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Pochi mesi prima di sparire nel nulla, Daniela Ruggi aveva acquistato un test di gravidanza in una farmacia di Montefiorino. La notizia è stata confermata a Fanpage.it da fonti informate: secondo quanto emerso, la giovane avrebbe acquistato il test il 24 maggio del 2024. 

Secondo quanto si è appreso nei mesi di indagini e ricerche, prima che il suo teschio venisse ritrovato nella torre pericolante situata poco lontano dalla sua abitazione, la 32enne non aveva una relazione al momento della scomparsa. Il suo grande desiderio, però, era quello di mettere su famiglia.

Chi la conosceva racconta di averla sentita spesso parlare di figli, ma è difficile ora capire se a spingere Daniela all'acquisto di un test di gravidanza fosse semplicemente il desiderio di avere una famiglia. Chi indaga teme però che la 32enne possa essere finita nelle mani di persone che si sono approfittate della sua condizione di fragilità psichica e del suo sogno di avere un figlio.

La legale del fratello della 32enne ha spiegato a Fanpage.it che Alberto Ruggi non aveva conoscenza diretta di una frequentazione di Daniela con uomini. Secondo quanto ha sottolineato l'avvocata Deborah De Cicco al quotidiano Il Resto del Carlino, è necessario indagare ulteriormente su eventuali "rapporti opachi" della 32enne. 

Nel frattempo proseguono le indagini nei pressi della torre Pignone. Domenica è stato rinvenuto un nuovo reperto osseo, ma non si sa se si tratta di resti riconducibili proprio a Daniela Ruggi. Per capirlo, bisognerà effettuare ulteriori verifiche genetiche. Nel frattempo si lavora per la messa in sicurezza della torre pericolante: chi indaga, infatti, punta ad entrare nel rudere per cercare, forse, altri reperti riconducibili a Daniela.

L'ipotesi è infatti che la donna sia morta lì, nello stesso posto in cui è stato poi rinvenuto il teschio. Per confermare la pista, però, gli investigatori dovranno entrare nella struttura pericolante alla ricerca di altri resti umani.

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