Quarantasei ore: tanto ha dovuto attendere su una barella del Pronto Soccorso dell'ospedale di Pisa una paziente positiva al coronavirus in attesa che si liberasse un posto letto. A raccontarlo non è stato un utente qualunque della struttura sanitaria bensì Paolo Malacarne, primario del reparto di rianimazione: "Questa notte verso l'1 sono sceso in consulenza al Pronto Soccorso in area Covid per valutare una malata che stava peggiorando nella respirazione a causa della sua polmonite", ha scritto su Facebook.

"Guardando la cartella – ha raccontato il medico – ho visto che era entrata alle 13,30 circa: ‘Beh, è qui solo da 12 ore' mi è sfuggito questo pensiero a voce alta. ‘Paolo, guarda bene' mi ha detto la collega, ‘è entrata alle 13,30 del 25, non di stamani': la signora era in barella in attesa di ricovero da 36 ore; ho rivisto la malata stamani alle 7 e poi alle 10, poco prima che, attorno alle 12 venisse ricoverata. Come sempre succede, il trattamento che ha ricevuto al Pronto soccorso è stato corretto, grazie alla professionalità dei medici, degli infermieri, degli oss che ci lavorano".

Il dottor Malacarne ha ricordato che neanche nella fase più critica di marzo e aprile i malati hanno mai atteso tanto a lungo per trovare un posto letto "e stamani assieme a lei c'erano un'altra decina di malati che aspettavano il posto letto in degenza ordinaria, chi da qualche ora chi da più di 24 ore. Anche i letti intensivi e soprattutto sub-intensivi (per intenderci quelli per i malati che respirano nei caschi o con le maschere a pressione sul viso) cominciano a scarseggiare, e stamani ne erano occupati 26 su 28. Questa penuria di letti ordinari, intensivi e sub-intensivi è oggettivamente purtroppo segno di un fallimento nella preparazione".

Secondo il rianimatore "per non arrivare a un fallimento negli esiti, dobbiamo prendere decisioni operative alla luce di 2 semplici principi: 1) quando l'80% dei letti destinati ai malati covid sono occupati, si devono immediatamente aprire altri letti, prima che i malati stazionino al Pronto Soccorso per ore e ore". Inoltre "dal momento che una parte del personale sanitario del nostro Ospedale ha già fatto esperienza dei malati Covid a Marzo-Maggio e ha quindi competenza e professionalità su questa difficile malattia, è quel personale che in prevalenza deve curare oggi i nuovi malati covid positivi".