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Omicidio di Pierina Paganelli a Rimini

Pierina Paganelli, la moglie di Dassilva conferma l’alibi del marito e rivela: “Manuela sospettava del fratello”

Durante l’udienza di ieri, lunedì 9 marzo, Valeria Bartolucci ha ripercorso la notte del 3 ottobre 2023, quando la 78enne Pierina Paganelli fu uccisa nel garage del condominio di via del Ciclamino. La donna ha confermato l’alibi fornito al marito Louis Dassilva. “Sapevo che non era sempre fedele, ma non amava Manuela Bianchi”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Valeria Bartolucci
Valeria Bartolucci
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È stata una lunga deposizione, quella di Valeria Bartolucci, moglie dell'unico imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023. La sua deposizione era stata interrotta circa due settimane fa ed è ripresa nella giornata di ieri, lunedì 9 marzo. L'udienza si è conclusa alle 19.18, mentre la prossima è in programma per il 23 marzo. Entro il 15, gli avvocati difensori dovranno comunicare se Dassilva darà il consenso per l'esame in programma. Se così non fosse, saranno sentiti altri testimoni.

Nel frattempo resta cruciale il racconto di Bartolucci per ricostruire la dinamica di quanto accaduto tra le mura del condominio di via del Ciclamino, dove la 78enne è stata uccisa ormai quasi 3 anni fa. Insieme alla moglie di Dassilva sono stati sentiti una vicina di casa e un agente di polizia intervenuto sul luogo del ritrovamento del cadavere dell'anziana.

La ricostruzione della sera del 3 ottobre 2023

Al centro delle domande in aula è stato l'alibi fornito dalla donna al marito. Bartolucci aveva infatti raccontato che la sera del 3 ottobre, l'uomo era in casa con lei e che vi sarebbe rimasto fino a quando si è addormentata, intorno alle 21.30. "Quella sera abbiamo cenato tra le 20 e le 20.30, dopo la fine di una telefonata con mia madre – ha ricordato la donna -. Dopo cena, io mi sono messa sulla poltrona e lui sul divano. Abbiamo guardato insieme qualcosa su Netflix".

Alla domanda del pm Paci sulla trama del film, Bartolucci ha ammesso di non ricordare. Il pm ha quindi ripreso i precedenti interrogatori durante i quali la donna aveva descritto nei dettagli la trama di quanto visto su Netflix. "Abbiamo guardato una parte del film – ha sottolineato – qualche giorno dopo ripresi a vederlo da dove lo avevo interrotto".

La donna ha poi riferito di essersi appisolata intorno alle 21.30 fino a quando il marito non l'ha svegliata per andare a letto. Bartolucci ha detto di aver visto Dassilva sempre sul divano fino a quando si è addormentata e di essere andata a prendere il pigiama in camera intorno alle 21.55. "Non ricordo di aver sentito nessuno andare sul balcone della sala, in casa non c'era nessuno oltre a noi, a parte i due gatti che entravano e uscivano. La tapparella era alzata ad altezza d'uomo".

Intorno alle 2.30, Bartolucci sarebbe andata in bagno e poi in cucina per assumere un farmaco. "Louis dormiva", ha ricordato in aula. "Sono andata a letto e nessuno è uscito di casa fin quando sono rimasta sveglia, ma non posso sapere se qualcuno sia uscito mentre dormivo". L'ora esatta del delitto è stata però fissata intorno alle 22.13, ben prima, secondo quanto riferisce Bartolucci, della sua decisione di mettersi a letto.

Il pm Paci ha poi fatto riferimento a un messaggio scritto dalla moglie dell'imputato a una collega intorno alle 22.10. Secondo la donna, a quell'ora Dassilva era ancora sul divano.

Valeria Bartolucci e Manuela Bianchi
Valeria Bartolucci e Manuela Bianchi

La relazione di Dassilva con Manuela Bianchi

Bartolucci ha riferito in aula di aver stretto un rapporto di amicizia con la vicina di casa e nuora della vittima, Manuela Bianchi, diventato più intenso nell'estate del 2023. In quei mesi, Giuliano Saponi era ricoverato in ospedale in seguito all'incidente di cui fu vittima a maggio. I tre, come raccontato da Bartolucci, qualche volta andavano al mare insieme. La donna ha riferito di aver sempre saputo che il marito non era fedele. Con Dassilva però vi era una sorta di "accordo".

"Avevo una certa tolleranza per eventuali scappatelle di Louis – ha ricordato -. L'unico requisito che volevo nella relazione era l'onestà. Volevo che mi dicesse se avesse provato sentimenti per un'altra persona. Non gli avrei impedito di andare a vivere con qualcun altro, se ne fosse stato innamorato". Quella con Manuela Bianchi, secondo Valeria, non era una storia d'amore. "Se Dassilva avesse voluto andare via con il grande amore della sua vita, non glielo avrei impedito. Era anche indipendente economicamente e se avesse amato Manuela, l'avrebbe scelta".

L'infermiera moglie dell'imputato ha poi ammesso di aver chiesto conto a Manuela Bianchi delle voci su una sua relazione con Dassilva. Il tutto sarebbe avvenuto nei giorni dopo il delitto. "Negò, disse che erano dicerie derivate dalle dichiarazioni della stampa, a cui lei aveva detto che Louis era un amico molto importante. Successivamente l'ho messa alle strette e mi disse che non c'era una storia, che lui aveva provato a baciarla ma che lo aveva respinto dicendo che non era opportuno".

Bartolucci ha poi ammesso di aver pensato a un gesto estremo dopo aver appreso della relazione. "Ho passato un periodo di forte stress dato dal lavoro e dalla ricaduta che la vicenda giudiziaria stava avendo sui rapporti familiari. Era un momento in cui non stavo assumendo i medicinali seguendo correttamente la terapia".

Sui rapporti tesi tra Manuela Bianchi e Pierina Paganelli prima del delitto, Bartolucci ha riferito di aver mentito alla stampa per proteggere l'amica. "Mi aveva detto di omettere il fatto che c'erano stati degli screzi tra lei e la suocera perché questi racconti l'avrebbero fatta apparire come una sospettata".

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Le accuse alla ex amica e al fratello, Loris Bianchi

Il pm è poi tornato sulla "verità alternativa" raccontata da Bartolucci a una giornalista. Un racconto alieno rispetto alle ricostruzioni degli inquirenti. Secondo la donna, infatti, il 3 ottobre 2023 sarebbe scoppiata una lite tra Pierina e la nuora prima che l'anziana si recasse all'assemblea dei testimoni di Geova. Bartolucci aveva affermato che in quei giorni, Paganelli aveva saputo dal figlio Giuliano, ancora ricoverato, che a ridurlo in coma non era stato un incidente ma una brutale aggressione.

La ricostruzione non è mai stata considerata attendibile dagli inquirenti. Bartolucci ha però chiamato ancora una volta in causa i fratelli Bianchi. "Una mattina, Manuela ha citofonato al mio portone, era forse il 20 ottobre. Mi ha detto che aveva paura che suo fratello avesse fatto una cavolata, che fosse stato lui a fare del male alla suocera". Bianchi si sarebbe presentata da lei in lacrime e Bartolucci le avrebbe chiesto il perché dei suoi sospetti. "Mi ha risposto dicendomi che non assumeva le sue medicine in maniera adeguata e che era pieno di rabbia".

Loris Bianchi non è indagato per la vicenda legata alla morte di Paganelli. L'uomo è stato sentito come testimone durante le udienze del processo, ma non risulta nel registro degli indagati dell'omicidio. Lo stesso vale per Manuela Bianchi, indagata invece per favoreggiamento a causa delle prime testimonianze fornite agli inquirenti: la donna aveva infatti riferito di essere stata la prima a trovare il cadavere della suocera e di aver allertato Dassilva chiamandolo al citofono, ma in un secondo momento ha invece ammesso di aver incontrato l'amante in garage e di aver ricevuto da lui istruzioni su cosa fare.

Louis Dassilva
Louis Dassilva

La testimonianza della vicina e del sovrintendente della polizia giudiziaria

Sono stati sentiti durante l'udienza anche una vicina di casa di Paganelli e il sovrintendente della polizia giudiziaria Claudio Palumbo. La donna ha riferito di non aver udito le urla la sera del delitto, mentre Palumbo ha ricordato che Bartolucci si era opposta al sequestro degli indumenti del marito nel corso delle indagini. "Non voleva che eseguissimo la repertazione di un paio di scarpe che appartenevano a Louis. Anche l'imputato si era mostrato contrario".

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