Picchiata dal compagno in crociera, il tribunale archivia perché in acque internazionali: “Voglio giustizia”

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Sofia Esposito, 21enne di Foggia, aggredita dall’ex fidanzato 35enne durante una vacanza in crociera, ha raccontato a Fanpage.it quanto accaduto: dalla sera dell’aggressione alla denuncia ai carabinieri fino all’archiviazione del caso per “difetto di giurisdizione” in quanto l’episodio si è verificato in acque internazionali.

"Mi dava della puttana mentre mi tirava schiaffi e pugni. Sono caduta a terra e ha continuato a picchiarmi e a insultarmi. mi sono arrivati calci in testa. Era convinto che avessi una relazione con un insegnante di una scolaresca a bordo della crociera. Poi è tornato in camera e si è addormentato come se niente fosse. Io quella notte non ho chiuso occhio e oggi faccio ancora fatica a dormire tranquilla", a raccontare a Fanpage.it l'incubo vissuto è Sofia Esposito, 21enne di Foggia, aggredita dall'ex fidanzato 35enne il 1° marzo 2024 durante una vacanza di coppia a bordo della crociera Msc Sinfonia, partita da Bari e diretta tra Grecia e Turchia.

"Il giorno dopo, appena scesi dalla nave, di rientro a Bari, c'erano i miei genitori ad aspettarmi sulla banchina. Non dissi nulla. Misi occhiali da sole per coprire i lividi in faccia. Ma una volta salita in macchina mi è salita subito una febbre altissima, così mia madre si è preoccupata e ha cominciato a fare domande. Ho tenuto ancora una volta tutto dentro, poi a casa sono esplosa. Ho raccontato quanto accaduto e mi hanno portato subito in ospedale con la forza. Poi sono andata dai carabinieri e ho denunciato. Con il mio ex ragazzo ci siamo lasciati subito", ha raccontato ancora tutto d'un fiato Sofia a Fanpage.it.

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Lividi sul corpo di Sofia Esposito dopo l'aggressione dell'ex

Stando al racconto di Sofia, è stato subito attivato il percorso del Codice rosso ed è stata aperta un'inchiesta, arrivata nell'arco di poco tempo, però a un punto morto. Il 26 giugno 2026 il Tribunale di Foggia ha disposto l'archiviazione del procedimento per difetto di giurisdizione. Come ricostruito infatti l'aggressione si sarebbe verificata in acque internazionali e la nave batteva bandiera panamense. E secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, una nave è sottoposta alla giurisdizione dello Stato di cui porta la bandiera. Nel caso della Sinfonia, quindi, Panama. "Mi hanno detto che sarei dovuta andare a Panama a denunciare, ma stiamo scherzando?", ha replicato Sofia che non si è arresa e insieme al suo avvocato hanno presentato ricorso all'archiviazione ma il mese scorso hanno ricevuto notifica di rifiuto. "Non è stato accettato e il caso è stato archiviato una seconda volta". 

A questo punto Sofia, che non hai mai voluto vendetta ma solo giustizia, non sapeva più che fare. L'avvocato le ha proposto quindi di provare a rivolgersi al Cedu, Corte europea dei diritti dell'uomo, "ma solo l'apertura del fascicolo mi sarebbe costato oltre 3mila euro, soldi che né io né la mia famiglia ci potevamo permettere, oltre a quelli già versati per le spese legali". 

Oggi Sofia, nonostante tutto, non si dà per vinta e ha deciso di scrivere al Quirinale e a Palazzo Chigi, rivolgendosi direttamente a Sergio Mattarella e Giorgia Meloni. “Non so più a chi rivolgermi” – ha detto a Fanpage.it –  “Voglio che quell'uomo che mi ha fatto del male sia riconosciuto responsabile e paghi. E soprattutto che nessun'altra ragazza o donna debba trovarsi nella mia stessa situazione”. 

Sofia attualmente è sostenuta e seguita da Scarpetta Rossa, associazione di promozione sociale contro la violenza sulle donne, che la guiderà in questo suo percorso di ricerca di giustizia.

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