“Si tratterà della più grande campagna di vaccinazione di massa che la nostra generazione ricordi”, così il commissario straordinario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha descritto il piano vaccini covid che il governo sta approntando in vista del via libera delle autorità sanitarie all’immissione in commercio dei primi antidoti contro il coronavirus testati. Il piano vaccini covid, che sarà presentato nel dettaglio il prossimo 2 dicembre dal Ministro della Salute Roberto Speranza, prevede le prime somministrazioni già a gennaio con priorità a personale ospedaliero e persone fragili come quelle nella Rsa, cioè quelle più esposte al virus.

Vaccino covid: Prime somministrazioni a gennaio

Un piano che prevede complesse operazioni che riguardano non solo la somministrazione del vaccino covid e dunque personale addestrato e luoghi di raduno, ma anche lo stoccaggio e il trasporto delle dosi che in alcuni casi richiedono operazioni complicate come mantenere la catena del freddo. Anche per questo nel piano strategico sarà coinvolto anche l’esercito attraverso i propri mezzi e specialisti, come ha confermato lo stesso Arcuri. “Abbiamo almeno cinque vaccini arrivati alla fine della sperimentazione, stiamo aspettando che l'ente di certificazione europeo ammetta la loro immissione in commercio, stiamo preparando la rete di distribuzione, conservazione e somministrazione. L'Esercito è al nostro fianco dall'inizio dell'emergenza e ci affiancherà anche in questa complessa operazione” ha spiegato il Commissario ad Agorà su Rai 3.

Il piano vaccini: no all'obbligo

“Se l'Ema e l’Aifa autorizzeranno l'immissione in commercio, nell'ultima decade di gennaio partiremo con la somministrazione delle prime dosi del vaccino agli italiani. Il ministro Speranza la prossima settimana presenterà il piano strategico e se il Parlamento lo approverà, partiremo con la vaccinazione delle prime categorie” ha aggiunto Arcuri ricordando che “Il numero massimo di persone che si somministrerà il vaccino aiuterà la sostanziale scomparsa della contagiosità". Il piano vaccino covid al momento comunque non prevede l’obbligatorietà ma solo la strada della persuasione anche se, come ha ricordato Rezza, servirebbe che almeno il 70% della popolazione fosse vaccinata per raggiungere una immunità di gregge. In futuro però non si esclude la possibilità di obbligo per alcune categorie come ha spiegato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo.

All’Italia arriveranno il 13,65% di tutti i vaccini acquistati dall’Ue

A gestire gli acquisti sarà comunque il governo attraverso le procedure europee. “Non sono le singole Regioni che comprano il vaccino, ma è lo Stato anche se ci sarà una condivisione sul piano anche con i territori” ha ricordato Speranza.  All’Italia arriveranno il 13,65% di tutti i vaccini acquistati dall’Ue con accordi complessivi con le varie case farmaceutiche. Il primo vaccino covid ad arrivare dovrebbe essere quello della Pfizer, con 3,4 milioni di dosi. L’idea è di somministrare le prime dosi direttamente nelle strutture ospedaliere e, tramite unità mobili, nei presidi residenziali per anziani. I presidi ospedalieri "dovranno essere in condizione di vaccinare almeno 2.000 persone in 15 giorni". Per tutti gli altri l’idea è quella dei drive-through come accade per i tamponi.