Perché per la morte di Zoe Trinchero non si indaga per femminicidio: “Bisogna provare possesso e odio di genere”

Il 20enne Alex Manna, reo confesso per la morte della 17enne Zoe Trinchero, è stato accusato di omicidio aggravato dai futili motivi, e non di femminicidio.
Il corpo della giovane è stato trovato nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 febbraio nel rio Nizza, alla periferia di Nizza Monferrato, nell'Astigiano. I primi accertamenti avevano subito chiarito che non si trattava di un incidente: aveva segni di percosse, trauma cranico e lesioni compatibili con strangolamento.
Manna ha ammesso di aver picchiato e preso a pugni la ragazza, ma ha detto anche di non sapere spiegarne il motivo. Come ricostruito da Nicole, ex fidanzata di Manna, tra il giovane e la 17enne non c'era un rapporto amoroso ma solo una conoscenza piuttosto superficiale, e probabilmente un tentativo di approccio fallito da parte di lui. Questo però non esclude il femminicidio a prescindere, il reato infatti non dipende dall'esistenza di una relazione sentimentale tra vittima e carnefice, ma da una valutazione più complessa, come spiega a Fanpage.it l'avvocato penalista Fabio Messina: "Se una donna viene uccisa in una rapina non è femminicidio, bisogna che le motivazioni dell'omicidio affondino nell'odio di genere".
Avvocato, in base a quali elementi il giudice procede per femminicidio?
Questo reato è stato introdotto in forma autonoma a dicembre 2025, essendo recentissimo non abbiamo ancora delle sentenze di condanna per femminicidio. Bisognerà quindi individuare se ci sono gli elementi riportati nella norma 577 bis, cioè se l'omicidio è stato dettato da ragioni d'odio per questioni di genere. Si devono andare a vagliare sia i rapporti tra vittima e presunto assassino, sia un eventuale odio generalizzato contro le donne da parte del carnefice.
Una volta raccolti e valutati questi elementi poi bisognerà vedere quali valutazioni faranno sia la magistratura che inquirenti, quindi il Pubblico Ministero prima e la magistratura giudicante poi.
In cosa si differenziano il reato di femminicidio e quello di omicidio?
Non è necessario che esista una relazione sentimentale tra la vittima e l'assassino, gli elementi da ricercare sono altri. Si può riconoscere il femminicidio nel caso venga provato un tentativo di sottomettere la donna all'uomo, per ragioni di possesso, oppure semplice odio nei confronti del genere femminile. In ogni caso il femminicidio si fonda sulle motivazioni che hanno condotto a compiere il gesto, e che devono quelle specifiche di questa fattispecie.
Per questo il femminicidio ha un trattamento più severo rispetto all'omicidio, e prevede di per sé l'ergastolo. I futili motivi contestati in questo caso sono un'aggravante dell'omicidio "semplice" che può comportare un aumento di pena.
Quindi le pene sono diverse tra omicidio e femminicidio?
Sì, ma la differenza è sottile. L'omicidio in sé non prevede l'ergastolo, i futili motivi sono un aggravante che possono condurre a questo tipo di condanna, ma si tratta di un esito non scontato che varia a seconda delle circostanze. Invece, il femminicidio prevede l'ergastolo in sé, senza bisogno di provare aggravanti.
Il reato potrà cambiare o resterà questo?
È un'imputazione momentanea, avvenuta nella fase di convalida del fermo, e può ancora variare perché le indagini sono ancora in corso, quindi è un capo d'imputazione non ancora cristallizzato.